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MARCO DELVECCHIO

di Francesco Goccia

Marco Delvecchio, sulla carta nato a Milano il 7 aprile 1973 ma come lui stesso dice, ogni qualvolta gli viene fatta la domanda, è romano in tutto e per tutto. Devono essersi sbagliati il giorno che hanno compilato i suoi dati anagrafici…La Roma di Carletto Mazzone, lo acquista dall’Inter nel novembre del 1995 e il suo esordio in campionato non è fortunato perché la squadra, il 19 novembre, perde 1-0 a Piacenza. Il gol lo mette a segno un ragazzo che successivamente scriverà una storia importante con la nostra maglia, Eusebio Di Francesco.Quella Roma era composta da: Cervone, Annoni, Carboni, Statuto, Lanna, Petruzzi, Cappioli, Di Biagio, Balbo, Totti, DELVECCHIO.Il primo gol ufficiale in serie A con la nostra maglia, lo realizza in trasferta il 17 dicembre in occasione della 14 giornata in una partita difficile da dimenticare.La Roma rende visita al Napoli, Mazzone inizialmente tiene Delvecchio in panchina.La formazione giallorossa è composta da: Cervone, Aldair, Petruzzi, Lanna, Moriero, Cappioli, Thern, Statuto, Carboni, Totti, Balbo.Al 66’ il tecnico trasteverino, con la Roma in vantaggio per 1-0 grazie al gol segnato in apertura da Thern sostituisce Moriero con Delvecchio. Al centravanti giallorosso, sono sufficienti quattro minuti per realizzare la rete che chiude definitivamente la partita; e che rete! Lancio millimetrico di Thern al 70’ e botta al volo di Delvecchio che fulmina Taglialatela. Il calciatore va a festeggiare con i tifosi sotto il settore ospiti e per questo viene ammonito dall’arbitro. Ricordiamo questo aneddoto perché dopo nove minuti succede una cosa che, come spesso diciamo può accadere solo a noi romanisti…Il direttore di gara in area del Napoli, vede un fallo di mano di Pari e fischia il calcio di rigore a nostro favore ma Marco Delvecchio, correttissimo, va da lui e ammette che ad aver colpito il pallone con la mano è stato lui è non il giocatore partenopeo. Grande gesto di sportività, riconosciuto anche dai difensori del Napoli, l’arbitro Nicchi ringrazia ed estrae il secondo cartellino giallo a Delvecchio che viene così espulso dal campo. A voi le conclusioni… a questo punto, conviene essere corretti con determinati personaggi???Quando alla Roma, arriva Fabio Capello gli costruisce addosso un ruolo che inizialmente, non è il suo, non può essere il suo. Il tempo però darà ragione al mister e Marco Delvecchio diventerà il primo centravanti/terzino del campionato. Un esterno a tutto campo che sapeva sia difendere che attaccare… quanti chilometri ha macinato per noi questo ragazzo…Nel 2000-2001 è stato tra gli artefici della conquista dello Scudetto, ha dato equilibrio ad una squadra che contemporaneamente in campo aveva Totti, Batistuta o Montella, Emerson, Cafu, Candela. Una squadra a trazione anteriore ma con lui, nell’undici titolare tutto era possibile. Nell’estate del 2001 vince anche la Supercoppa italiana con la nostra maglia, allo stadio Olimpico contro la Fiorentina 3-0. Una curiosità simpatica da raccontare, avviene il 7 novembre del 2004. La Roma è guidata in panchina da Luigi Del Neri. Quel giorno mancano tantissimi giocatori, la formazione è praticamente obbligata: Pelizzoli, Sartor, Ferrari, Dellas, Cufrè, Mancini, De Rossi, Aquilani, DELVECCHIO, Totti, Montella. Prima della partita, analisi tattica all’interno degli spogliatoti, il mister chiede espressamente a Marco Delvecchio (come Super Marco ci racconterà in una trasmissione radiofonica) di disinteressarsi di Cafu “Marco tu pensa alla fase offensiva, sappiamo che lui attacca sempre sulla fascia, tu lascialo e pensa solo a sfruttare lo spazio che ci lascia, perché appena recuperiamo il pallone ti lanciamo e tu vai in porta…”Delvecchio è un po’ sorpreso, perché si aspettava di dover difendere più che attaccare ma non è così, la chiave tattica è un’altra. Succede così, che comincia la partita e Cafù, come chiesto dal mister viene lasciato libero di correre, ma è proprio dai suoi piedi, dopo appena sei minuti, che arriva il cross per la conclusione a rete di testa di Shevchenko, che porta il Milan in vantaggio.Al 21’ viene chiamato dalla panchina giallorossa il cambio; fuori Delvecchio e dentro il giovane De Martino. Motivo? Perché Cafù era troppo libero di attaccare… lasciamo ai posteri l’ardua sentenza e anche i “giusti” e “meritati” commenti di Delvecchio al momento della sostituzione.Per la cronaca, la Roma dei giovani, oltre a De Martino era subentrato anche Scurro, pareggia la partita 1-1 con la rete ad inizio ripresa di Montella. Super Marco, ha avuto un momento di difficoltà con la tifoseria giallorossa ma lo ha superato alla grande con prestazioni importanti. Ha sempre dato tutto se stesso ed è uscito dal campo, in ogni occasione, con la maglia sudata. Il gesto dell’orecchio, che inizialmente era stato visto dai tifosi, come un segno di sfida, è diventato subito dopo, il modo più bello di festeggiare per questo straordinario ragazzo che, venuto dal nord, ha scelto Roma e la Roma per la vita.Il suo modo di superare gli avversari è diventato materia di studio nei corsi di Coverciano… tutti sapevano e conoscevano la sua finta, ma nessuno riusciva a fermarlo. Se avete dubbi, chiedete ad Alessandro Nesta, uno dei tanti difensori, che ogni volta che ci giocava contro, diventava matto, così come i tifosi biancocelesti. Super Marco Delvecchio, in quegli anni, insieme al Capitano e a Dino Da Costa è stato calciatore che ha segnato di più ai nostri dirimpettai… 9 reti in campionato.Il suo ultimo gol al derby lo segna il 27 ottobre del 2002.La formazione schierata da Fabio Capello è la seguente: Antonioli, Zebina, Samuel, Panucci, Cafù, Lima, Emerson, Candela, Totti, Montella Delvecchio.Siamo sotto 1-0 per la rete al 51’ di Fiore. Chi può pareggiare se non Marco Delvecchio e lo fa alla sua maniera. Poco dopo, Batistuta subentrato al 62’ a Montella, mette a segno il gol del sorpasso 2-1.Pareggia poi Stankovic al 75’ e il derby assume un’importanza raddoppiata se non triplicata al 90’ quando Paparesta fischia un calcio di rigore a favore della Lazio.Sotto la porta di curva Nord, Mihajilovic può regalare la vittoria ai suoi ma Antonioli, portiere troppo spesso criticato, vola a respingere, compiendo il miracolo. Quel gol evitato proprio alla scadere, è come un gol realizzato. L’ultimissimo gol in giallorosso, Marco Delvecchio lo mette a segno il 22 febbraio del 2004. La Roma di Capello batte 6-0 il Siena. È la partita della tripletta di Antonio Cassano, il talento di Bari vecchia, ma è soprattutto la gara dell’ultima rete con noi di un ragazzo, ostinatamente romano e romanista il cui nome è MARCO DELVECCHIO.Complessivamente in gare ufficiali ha 300 presenze con 83 gol così suddivise: 231 in campionato con 62 gol; 26 in coppa Italia e 8 gol; 1 in Supercoppa Italiana senza reti; 14 in Champions League con 2 gol; 28 in Coppa UEFA con 11 gol. Marco Delvecchio in nazionale giovanile disputa 24 partite e segna 6 reti.È campione d’Europa U21 nel 1996; In nazionale B gioca 3 partite e segna 1 rete.Nella nazionale maggiore, Marco Delvecchio gioca 22 partite e segna 4 gol. Uno di questi poteva essere storico, perché è quello che ci ha portato in vantaggio nella finale dei campionati europei contro la Francia. Purtroppo quella partita, sarà una beffa infinita; la squadra transalpina ci pareggia nei minuti di recupero con Wiltord e poi ci punisce con il Golden gol di Trezeguet nei tempi supplementari.