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OMERO LOSI

di Fabrizio Grassetti

Omero LOSI, nato a Moglia di Gonzaga (MN) il 23.2.1925. L’attaccante, dotato di scatto e di una velocità travolgente, proveniente dalla Reggiana, ha giocato nella Roma dal 1946 al 1949, totalizzando in campionato 78 presenze e 15 reti. Piccolo di statura, solo omonimo del grande Giacomo Losi di Soncino (CR), era soprannominato “Losetto”. Scrive il Saini: “Omero Losi, un ragazzo del mantovano, era stato preso in forza dalla Roma quando era giovanissimi, per le squadre minori giallorosse. Giocava per sport, non per necessità e suo padre, grossista di carni, vedeva assai di buon occhio la carriera di calciatore scelta da figlio. Prestato alla Reggiana, Omero era diventato come centro-attacco l’idolo di Reggio, il piccolo Boniperti locale. Rientrato nel 1946 tra I LUPI, giocò ala e interno; fu solo occasionalmente centro-avanti. Ha esordito in serie A il 22.9.1946 in Roma-Sampdoria 3-1, quando l’allenatore giallorosso Giovanni Degni, nella prima giornata del 1° campionato a girone unico del dopoguerra, lo inserì nella seguente formazione; Risorti, Brunella, Andreoli, Matteini, Salar, Schiavetti, LOSI, Renica, Amadei, Di Paola Stabellini. La Roma vinse 3-1 con una tripletta del campionissimo Amedeo Amadei. Omero Losi il 13.10.1946 in Triestina-Roma segnò i suoi primi due gol da romanista con i quali i Lupi vinsero 0-2. Alla terza giornata del Torneo era in campo quando la Roma superò la Lazio con un pesante 3-0 (6.10.1946 Roma-Lazio 3-0 reti di Renica, Di Paola ed Amadei). Nel prosieguo del campionato ha poi violato le porte del Milan, sia all’andata che al ritorno e due volte quella della Fiorentina nel pirotecnico 3-3 con il quale si concluse la partita (1.6.1947 Fiorentina-Roma 3-3 con reti di Gritti, LOSI, Marchetti, Gritti, Amadei ed al minuto 80 da LOSI ).Terminò il campionato con 28 presenze e 6 gol.La Roma, nella successiva stagione 1947-48, oltre a Curti, Dell’Innocenti, Puppo, Riva e Zsengeller, acquistò anche i giocatori argentini, tutti nati a Buenos Aires, Osvaldo Peretti mezzala, Josè Valle centromediano e la giovane ala sinistra Bruno Pesaola, di origine italiana dotato di folti baffoni che ispirarono ai compagni, tra i quali Losetto, uno scherzo particolare. Nel ritiro estivo, svoltosi ad Acquapendente in Provincia di Viterbo dal 18 al 28 agosto del 1947, durante la notte i buontemponi tagliarono nel sonno il baffo sinistro del “Petisso”, come Pesaola era soprannominato per la sua bassa statura. L’argentino non si adombrò e tra le prese in giro degli altri giocatori, accettate con simpatia dalla vittima, si rase l’altra metà del baffone mutilato. La cerimonia venne immortalata da diversi scatti fotografici. Valle, capita l’antifona rinunciò spontaneamente ai suoi baffoni. Per la concorrenza aumentata e per qualche infortunio Losi disputò solo 17 partite delle 40 in programma, realizzando una sola rete; quella messa a segno l’11.4.1948 in Pro Patria (squadra di Busto Arsizio) – Roma 2-2 . Il primo gol giallorosso lo mise a segno Amadei che concluse il campionato con 19 reti.L’ultima stagione di Losi nella Roma, allenata dal campione d’Italia del 1942 Luigi Brunella, vide lo scattante Losi scendere in campo in 33 gare nelle quali marcò 6 reti, rispettivamente nel derby d’andata finito 1-1, in trasferta contro il Bari ed il Palermo, ed in casa contro il Novara, il Bologna ed il Palermo.Per il suo modo di giocare, tutti scatti repentini e fughe lungo linea, anche se un po’ ripetitivo, e per il suo impegno costante, Losi ha avuto sempre potuto contare delle simpatie dei tifosi della Lupa. Molti di loro si rammaricarono per la cessione del “Piccoletto” al Modena (dal 1949 al 1951 giocò 24 partite esegnò 3 reti in serie B. Continuò poi la carriera nella Reggiana per terminarla in serie D nel Moglia Calcio, fondata nel 1913, squadra di una cittadina di 6.700 abitanti, il cui presidente si chiamava Oderzo Losi.