the day when everything went wrong full essay francis bacon essays civil and moral of beauty are essays supposed to be underlined or quoted act essay prompt easy college scholarships no essay essays on crimes in america

AHMED HUSSEIN MIDO

di Pasquale Visone

Abdelamid Hossam Ahmed Hussein, detto Mido, è nato a Il Cairo il 23 febbraio 1983.Giocatore dal talento cristallino ma dal carattere fumantino, esordisce calcisticamente a soli 16 anni nella squadra egiziana dello Zamalek con la quale segna subito 3 gol nelle prime 4 gare ufficiali giocate.L’esplosione del giovane egiziano attira le attenzioni dei belgi del Gent che se ne assicurano le prestazioni per il campionato 2000/2001 nel quale segnerà 11 gol in 23 presenze (quasi un gol ogni 2 partite).Nell’anno successivo si trasferisce all’Ajax, dove forma una coppia d’attacco esplosiva con Zlatan Ibrahimovic.Infatti, nei due anni di permanenza nella capitale olandese, Mido collezionerà 40 presenze impreziosite da ben 21 reti, confermando dunque la straordinaria media realizzativa già mostrata nel campionato belga.Tuttavia, Amsterdam, si sa, è una città tentacolare e Mido è proprio il genere di persona che si sposa alla perfezione con gli eccessi e l’eccentricità della città olandese.L’affiatamento con Ibrahimovic sembra funzionare non solo sul rettangolo di gioco ma soprattutto fuori dal campo.Mido diventa, infatti, una presenza fissa nei locali notturni della capitale e le sue scorribande diventano note anche ai dirigenti dell’Ajax che, tuttavia, in un primo momento, decidono di non intervenire e di lasciar “sfogare” il talento egiziano.Nella sua autobiografia, l’ex compagno di squadra Andy Van der Meyde racconta che spesso le uscite con i due terminavano con gare di auto clandestine sull’anello autostradale di Amsterdam.Ben presto, però, gli eccessi fuori dal campo dell’egiziano finiscono per influenzare anche la sua condotta sul terreno di gioco. Il giocatore è nervoso, si fa espellere in più di un’occasione e litiga con i compagni in campo.Il 14 dicembre 2002, nel corso di una furiosa lite con i compagni nello spogliatoio, lancia un paio di forbici contro Ibrahimovic, mancandolo per un soffio. Ibra qualche anno dopo dirà dell’egiziano: «Mido è come me, ma peggio». Adesso abbiamo un’idea del perché.Per l’Ajax è la classica goccia che fa traboccare il vaso. Nel mercato di gennaio decide di cederlo in prestito al Celta Vigo, con il quale comunque segna 4 gol in 8 partite, mantenendo la media degli anni precedenti.Nell’estate del 2003, viene ceduto a titolo definitivo all’Olympique Marsiglia di Didier Drogba, con il quale lega da subito salvo poi litigarci perché ritenuto, a suo dire, colpevole di avergli tolto il posto da titolare.Nell’arco della stagione al Marsiglia, collezionerà 7 gol in 22 presenze.Nell’ultimo giorno della sessione estiva del mercato del 2004, viene acquistato dalla Roma per una cifra vicina ai 6 milioni di euro.Al momento del suo acquisto, il d.s. Franco Baldini dichiarerà di essere stato sempre affascinato dai giocatori della personalità di Mido. La verità, però, è un’altra. Nel corso di tutta la sessione di mercato, la Roma ha cercato di convincere Zlatan Ibrahimovic a trasferirsi nella capitale. E ad un certo punto, sembrava anche esserci riuscita. Tuttavia, l’intervento della solita rivale a strisce bianconere fece saltare l’accordo con la Roma e approdare lo svedese a Torino.Per assorbire lo smacco subito, Baldini, spinto dalla voglia di rivalsa e allettato anche dai costi non esorbitanti dell’operazione, decise allora di virare sull’egiziano, nonostante le sue intemperanze fuori dal campo fossero ormai note nel mondo calcistico.La scommessa si rivelò un azzardo.Mido esordisce con la Roma subentrando a Corvia nella trasferta di Messina, conclusasi con la rocambolesca sconfitta della Roma per 4-3, nonostante la straordinaria tripletta di Vincenzo Montella.Con la Roma collezionerà in tutto 8 presenze in campionato, senza mai segnare nè incidere sul corso delle partite.A gennaio la Roma decide di cederlo in prestito per 18 mesi al Tottenham. A Londra, l’egiziano sembra ritrovare la verve di un tempo segnando 13 gol complessivi e convincendo gli inglesi ad acquistarlo a titolo definitivo.Tuttavia, una volta ottenuta la conferma, Mido ricade nei suoi eccessi e si lascia travolgere dai piaceri della vita notturna londinese.Agli allenamenti si presenta spesso appesantito e con poca lucidità (si vocifera che spesso consumasse i suoi pasti presso la catena di fast food KFC) tanto che alla fine della stagione collezionerà soltanto 12 presenze e 1 gol.Il Tottenham decide di sbarazzarsene e per Mido inizia la stagione dei trasferimenti. Prima al Middlesbrough, poi al Wigan, allo Zamalek, al West Ham, all’Ajax, di nuovo allo Zamalek e infine al Barnsley.Come si può agevolmente intuire dal vorticoso avvicendamento di squadre, Mido non riesce più a offrire prestazioni paragonabili a quelle dei primi anni di carriera, tanto da convincersi ad appendere gli scarpini al chiodo a soli 29 anni.Anche la sua avventura in nazionale è condizionata dal suo carattere e dal suo difficile rapporto con gli allenatori.Sebbene, infatti, il bilancio complessivo sia di tutto rispetto (51 presenze e 12 reti), tuttavia lo si ricorda soprattutto per l’acceso diverbio con il tecnico Hassan Shehata che, nel corso della semifinale di Coppa d’Africa contro il Senegal, decise di sostituirlo con Zaki (autore poi del gol vittoria), e che gli costò l’allontanamento dalla nazionale per 6 mesi e, quindi, anche la finale di Coppa d’Africa, poi vinta dall’Egitto.Nonostante la sua controversa indole, Mido chiuderà la sua carriera da giocatore con all’attivo 1 campionato olandese, 1 coppa dei Paesi Bassi, 1 Coppa delle Coppe d’Africa e una Coppa d’Africa.