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GIANNI GUIGOU

di Romina Pennisi

Gianni Bismark Guigou Martinez, nato a Nueva Palmira il 22 febbraio 1975, ha iniziato la sua carriera nel Nacional, dove ha giocato dal 1995 al 2000, vincendo anche due volte il campionato uruguaiano. Dopo aver totalizzato 64 presenze e 6 gol, è stato convocato nella Celeste, con cui ha disputato la Copa America 1999, raggiungendo la finale.Noto più semplicemente come Gianni Guigou, ex calciatore uruguaiano che, pur giocando nella Roma solo tre anni, è riuscito a conquistare un posto speciale nei cuori e nei ricordi dei tifosi romanisti.Nell’estate del 2000, viene acquistato dalla Roma per sei miliardi di lire. Giunge così alla corte di Fabio Capello, in una Roma stellare che alla fine della stagione scuce lo scudetto dal petto dei cugini biancocelesti.L’esordio arriva prima in Coppa UEFA, sul campo del Gorica, poi in campionato, quando il 1° ottobre 2000 Guigou viene mandato in campo nei minuti finali al posto di Marco Delvecchio, nella partita contro il Bologna, che i giallorossi si aggiudicano per due a zero.In mezzo a tanti campioni, l’uruguaiano parte necessariamente dalla panchina, ma con dedizione riesce a conquistarsi la considerazione del mister, che ne apprezza l’affidabilità e lo chiama spesso a dare il suo contributo a partita in corso. È un mediano duttile, ambidestro, con un’ottima tecnica, capace di giocare anche come centrocampista a destra o sinistra; si distingue dal cliché dei suoi connazionali sanguigni e grintosi, tanto che Capello lo ha definito “l’unico uruguaiano che non picchia”. Gli piacciono gli inserimenti ma segna molto di rado: non ha certo “lo spunto della punta”, come direbbe Ligabue. D’altronde in quella Roma non ce n’è bisogno, visto che davanti ci sono Totti, Montella, Batistuta, Balbo e Delvecchio.I suoi gol però sono pesanti, soprattutto in Europa. Il 23 novembre 2000, realizza la sua prima marcatura con la maglia giallorossa: un sinistro dal limite dell’area di rigore consente alla Roma di superare per uno a zero l’Amburgo in Coppa UEFA. Nel ricordare quel gol, in futuro, non eccederà mai in autostima, sottolineando il merito della squadra e l’errore del portiere avversario Hans-Jörg Butt.Ma l’impresa che lo fa entrare negli annali della Roma è quella che compie negli ottavi di finale della Coppa UEFA, il 22 febbraio 2001, quando al 70° minuto, con un esterno destro da quasi trenta metri, trafigge la rete del Liverpool, difesa da Westerveld. Il gol non basta alla squadra capitolina per conquistare la qualificazione, a causa della precedente sconfitta in casa per due a zero, ma quella vittoria al mitico Anfield rappresenta (purtroppo) l’unica affermazione della Roma nella terra d’Albione.L’uruguaiano, con la sua rete, entra nel cuore dei tifosi capitolini, che iniziano a dedicargli cori e canti, fra cui uno sul tema della famiglia Addams e uno sulle note di Johnny B. Goode, del leggendario Chuck Berry, per incitarlo ad andare “a cento all’ora sulla fascia di Cafu”.In due anni, si aggiudica il tricolore e poi anche la Supercoppa italiana, contro la Fiorentina. Ma nella seconda stagione il suo rendimento cala, come testimoniano le sole 14 apparizioni in Serie A. Bisogna attendere addirittura il 13 aprile 2003 per vedere il suo unico gol in campionato, nella vittoria per due a uno contro il Parma all’Olimpico.Passa quindi in prestito al Siena e aiuta la squadra toscana a raggiungere la salvezza, segnando anche un gol contro la Lazio il 4 aprile 2004, anche se il risultato finale è impietoso (cinque a due per i biancocelesti). Al termine della stagione, tuttavia, scade il contratto con la Roma e Guigou si ritrova svincolato, così la Fiorentina lo acquista a parametro zero. L’esperienza con i viola non è fortunata, per cui nel mercato di riparazione del 2006 viene ceduto in prestito al Treviso. I veneti non riescono a salvarsi, ma Guigou resta in rosa e quindi gioca nella serie cadetta, dove colleziona sessantanove presenze in tre stagioni, con due reti.Nel marzo 2008 è costretto a operarsi al ginocchio in artroscopia, poi nell’estate del 2009 torna in patria, ancora una volta al Nacional, con cui sigla un contratto biennale. Dopo una stagione poco soddisfacente, tuttavia, rescinde il contratto e nel 2011 si ritira.Attualmente, si è allontanato un po’ dal calcio, anche se fa l’intermediario, e comunque la Roma gli è rimasta nel cuore: il figlio Tiziano è nato nella capitale nel 2002 e lui è rimasto riconoscente nei confronti della società che lo ha fatto crescere come calciatore e che non manca di omaggiarlo in tutte le ricorrenze in cui si celebrano i calciatori giallorossi dell’ultimo scudetto.