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EDGARDO BAZZINI

di Roberto Cerrone

Edgardo Bazzini è stato il primo Presidente a vincere un campionato con la nostra Roma ed è stato un personaggio a lungo rimasto nella nebbia, finché Massimo Izzo, attraverso le sue interviste storiche, è riuscito a far emergere la persona che noi cercheremo di meglio inquadrarla con il periodo e con il fatto che prima, durante e dopo la sua esperienza di Presidente della Roma è stato un dipendente Agip (agenzia generale del Petrolio) che poi dette origine, con la guida di Mattei, all’Eni, in più possiamo aggiungere, a livello personale, che Bazzini era, sempre prima durante e dopo la nostra presidenza, un deputato del Regno d’Italia, nella 30° legislatura, ma sappiamo come si era parlamentari in quel periodo.Edgardo nasce il 22 febbraio 1893 a Golese, in quei tempi un piccolo comune nella provincia di Parma, al giorno d’oggi è uno dei quartieri che compongono il territorio Parmense, completamente inglobato nella città, nella sua parte orientale.Nascere da quelle parti, lo porta più facilmente ad impattare il mondo Agip che in Emilia e in particolare nella pianura Padana comincia a fare ricerche petrolifere, poi trovando gas. Entra nell’Agenzia poco dopo la sua fondazione nel 1926. La carriera è brillante e nel 1939 è il direttore Generale, di pari passo i suoi legami politici lo portano ad entrare nel consiglio di amministrazione della Roma, orfana da qualche tempo della guida di Sacerdoti, messo da parte a causa delle leggi razziali.Quando Igino Betti è presidente, Bazzini è il vice e diventa il numero uno della nostra società all’indomani della finale di coppa Italia disputata con il Venezia l’8 giugno 1941, quella finita 3 a 3 dopo un nostro vantaggio per 3 a 0 in 19 minuti con tutti i gol firmati da Amadei. In quel Venezia c’erano dei giocatori che faranno il grande Torino, Loik e Mazzola. La ripetizione si giocò a Venezia il 15 giugno, i lagunari vinsero con un gol di Loik.Il 10 giugno 1941 (un anno dopo la dichiarazione di guerra) Bazzini diventa presidente della Roma, conservando la sua operatività all’Agip e al parlamento (dove ormai era il deserto). L’intelligenza dell’uomo, poco conoscitore del calcio, lo fa nell’affidarsi a Biancone, da sempre nella Roma, e assumendo come consulente Monzeglio. In più permette di operare alla grande nel marcato acquistando i giocatori richiesti da Schaffer, Cappellini, Mornese e Andreoli, nell’ultimo caso dando retta a Bernardini rimasto sempre vicino al nostro ambiente. È uomo che ama accompagnarsi con un bastoncino di bambù che presto ne caratterizzerà la fisionomia, in più partecipa da subito ai primi allenamenti della squadra già dal 25 agosto 1941, darà un segnale di vicinanza societario importante, un po’ come sta accadendo ora con la nuova proprietà americana.E’ presente in tutte le gare casalinghe e spesso affronta le difficili trasferte dell’epoca per stare vicino alla squadra, sta in tribuna durante una delle partite cardini della stagione, Venezia Roma e ci racconta Massimo Izzo che, al momento del rigore contro di noi, nasconde la faccia sotto un cappotto di un vicino di posto, per poi sollevarla all’urlo di gioia della parata di Masetti, la Roma vinse 1 a 0 e forse si decise il campionato. Ricordiamo che Bazzini ha lavorato a lungo, in precedenza, a Venezia dove si sposò ed ebbe due figli nati Veneziani.Il 14 giugno 1942 è insieme ai giocatori a festeggiare in mezzo al campo la vittoria del primo scudetto della Roma.Nella stagione successiva, giocata in condizioni di guerra, la Roma non si ripete anche perché Schaffer, come era solito fare, decise di andare via, Lui stava al massimo due anni nello stesso posto.Ma la guida del Presidente, sorretto da Biancone, non fece mancare nulla alla squadra, come accadde in occasione di una trasferta genovese con il Liguria del novembre 1943 con il treno che portava i giocatori fermo in una galleria causa bombardamenti. Bazzini, che già stava a Genova, ci provò in tutte le maniere a reperire dei veicoli per portare i giocatori sul campo, ma non ci riuscì. Poi la gara fu recuperata il 18 febbraio 1942.Il 25 luglio cadde il fascismo e con esso finì l’avventura di Edgardo Bazzini presidente della Roma. Finita la guerra lo ritroviamo imprenditore nel Petrolio, non più in Agip e si parlerà di Lui per un rientro nei ranghi societari ma ciò non ebbe seguito.È morto a Milano l’11 marzo 1969, rimane indelebile la sua foto con un mazzo di fiori al centro dei campioni d’Italia 1941-42. Auguri Edgardo, primo presidente Romanista scudettato.