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ALEKSANDAR KOLAROV

di Roberto Cerrone

Kolarov nasce il 10 novembre 1985 a Belgrado, allora capitale della Jugoslavia, ora è Serbia a tutti gli effetti. Giocatore difensivo, sia laterale che centrale, utilizzabile anche in mezzo al campo. Dotato di un fisico rilevante, è altro 1,87 m. e pesa 83 kg. potente e preciso nel calciare.
In Italia arriva nel 2007 ingaggiato dalla Lazio di Delio Rossi direttamente dall’OFK Belgrado, che significa semplicemente squadra giovanile di Belgrado che gioca, ancora ora, nello stadio Omladinski, lo stadio dei giovani, per rimanere in argomento.
Nella parte sbagliata di Roma, Kolarov rimane 3 anni, giocano 82 gare e segna 6 gol (ricordate questi numeri), poi il suo gesto di ribellione, nella serata in cui molti suoi compagni, ispirati dalla sportività tipica del pubblico laziale, si offrono all’Inter, temendo la vittoria dello scudetto Romanista. Questo causa una frattura, che a fine stagione lo porta a migrare al Manchester City di Roberto Mancini, dove vince immediatamente la FA Cup e subito dopo il campionato Inglese. Ha l’occasione di giocare con Dzeko, con il quale lega molto e di giocare il derby di Manchester contro Smalling. In Inghilterra acquisisce ancor più temperamento e vive 6 stagioni invidiabili anche se sul finale, non è più titolare inamovibile.
L’infortunio di Emerson Palmieri nel giorno dell’addio di Francesco Totti, fa muovere la dirigenza Romanista che trova in Kolarov il sostituto. Arriva quindi, dalla parte giusta della Capitale, e fa gol già nell’esordio vittorioso in campionato a Bergamo. Più di così.
Con lui, sono 3 stagioni intense, con la splendida pagina della cavalcata in Champions League che lo vede protagonista in diverse gare. 
Segna molto in tutte le competizioni, alla fine per Kolarov ci sono, 100 gare in serie A con 17 gol, 4 in coppa Italia con 1 gol, 20 in Champion League con 1 rete, 8 in Uefa League, per un totale di 132 partite e 19 realizzazioni in gare ufficiali, un bel bottino che però lo portano a 0 trofei vinti con noi e qualche volta ad indossare la fascia di capitano.
Facendo un piccolo confronto, lui, a parità di stagioni, ha giocato e segnato molto più con noi, anche i gol nei derby. Ne ha segnato 1 contro ma 2 a nostro favore, è uno dei non molti giocatori, che hanno segnato nel derby con entrambe le maglie.
Con il passare del tempo e complice le cattive nostre prestazioni, il rapporto con i tifosi si è incrinato. Anche a me è capitano, in alcune trasferte, di cogliere momenti di insofferenza di Kolarov verso la tifoseria, pur non mancando mai il suo impegno.
Per l’ironia della sorte, se ne è andato all’Inter, squadra ex gemellata della Lazio, e che causò la sua partenza da Formello.
Nonostante tutto questo, auguri Aleksandar per i tuoi 35 anni.