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MARIO CASTELLAZZI

di Roberto Cerrone


Mario Castellazzi, nato a Massa Finalese in provincia di Modena il 9 novembre 1935. È un’ala dotata di una discreta velocità e di un fisico non esile, la sua figurina Panini del tempo non riporta dati di altezza e peso, mentre Wikipedia riporta 1,74 per 71 Kg. 
Calcisticamente cresce dalle sue parti, per poi passare alla Cremonese e quindi allo Spezia dove la Roma lo preleva nella stagione 1959-60 per infoltire una rosa d’attacco già ricca di Da Costa, Ghiggia (in fase di addio), Orlando e Selmosson. Con Castellazzi, arriva anche Piedone Manfredini, è un signor attacco e trovare spazio non è facile. Il nostro mister è Alfredo Foni che lo vede più a centrocampo che in avanti.
Fa il suo esordio contro il Padova di Nereo Rocco, in quella che era definita al tempo una trasferta difficile, non solo per le doti tecniche della squadra veneta ma anche per il fatto che picchiavano duro. La Roma perde 1-0. Il primo gol lo segna al Napoli in una gara vinta per 3-0 e gli altri 2 in un’unica soluzione nel 3- 2 ai danni del Bari. Questa sarà la sua unica stagione da Romanista, 9 gare e 3 gol, tutte in campionato, mai utilizzato in altre competizioni ufficiali.
La Roma lo cede al Catania che sta nel periodo migliore della sua storia e lui ci punisce in due occasioni, nel Roma-Catania 4-1 del 9 aprile 1961 e nel Roma-Catania 1-1 del 28 gennaio 1962.
Ma il suo pezzo di storia di calcio, se lo ritaglia grazie all’Inter. Accade che l’ultima giornata del campionato 1960-61, l’Inter scende in campo al Cibali, la classifica non chiede altro, Catania piazzato al centro, l’Inter fuori dal titolo, in corsa solo per il secondo posto anche perché giocò con la giovanile, la trasferta in casa della Juventus, ricordate il famoso 9 a 1 con i 6 gol di Sivori e per l’Inter il giovanissimo Mazzola? Il periodo è quello, quindi siamo al primo campionato con Helenio Herrera. Compagno di squadra di Mario è un altro ex Romanista che farà la storia del calcio a Catania, Adelmo Prenna e i due mettono a ferro a fuoco la difesa Interista e quando fa gol Castellazzi, dalla voce di Sandro Ciotti esce la famosa frase “Clamoroso al Cibali”, era il 4 giugno 1961, da poco Gagarin è volato sulla testa di tutto il mondo. La partita termina 2-0 per il Catania, l’altro gol lo segna Calvanese.
Il nostro Mario, rimane un’altra stagione a Catania, poi scende in C con il Livorno e da qui un pellegrinare in quelle serie per poi tornare allo Spezia, società a cui resta legato, fino alla fine della carriera calcistica.
Sarà allenatore, sempre nelle serie inferiori dimostrando l’amore per questo sport. 
Ci ha lasciato nella città che più lo ha ospitato, La Spezia, il 30 settembre 2018.
Auguri Mario, pezzo di storia di tutto il calcio minuto per minuto.