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LUIGI ALLEMANDI

di Fabrizio Grassetti

Luigi Allemandi, nato il giorno 8 novembre del 1903 a San Damiano Macra (CN). Il terzino sinistro, campione del mondo con l’Italia nel 1934, ha giocato nella Roma nelle stagioni 1935-36 e 1936-37, totalizzando complessivamente in gare ufficiali 58 presenze: 50 in campionato con 1 gol, 2 in Coppa Europa e 6 in Coppa Italia.
In precedenza aveva indossato le maglie dei Giovani Calciatori Legnanesi, del Legnano, della Juventus e poi dell’Inter-Ambrosiana.
Lasciata la Roma giocò nel Venezia, ed infine nel campionato 1938-39 a trentacinque anni, terminò la carriera disputando 2 partite nella Lazio.
Per illustrare le caratteristiche del fortissimo giocatore, si riporta uno stralcio di un articolo pubblicato al momento del suo acquisto nella stagione 1935-36 dal settimanale LA ROMA
“Il nome squilla come una tromba di guerra, Luigi Allemandi è sceso all’ultimo momento a prestare man forte a Monzeglio. A ricostruire soprattutto quel duo leggendario cui sono legate tante glorie del calcio italiano. Il più forte, indubbiamente, di tutte le coppie delle sedici (squadre) che pur ne vanta di fortissime..” “…È l’impeto fatto persona senza che il suo metodo di combattimento sia a dismisura falloso. Generosissimo, ancora mobilissimo, gonfio di coraggio e ricco d’astuzia … modesto anche se la classe di cui è zeppo gli darebbe il diritto di ostentare una certa spavalderia ma consapevole della sua forza e impavido di natura, il nuovo acquisto …della Roma conferisce alla pattuglia dei giallorossi tutti i crismi per puntare allo scudetto”. 
La Roma poi effettivamente, nonostante l’improvvisa fuga dall’Italia dei suoi calciatori Guaita, Scopelli e Stagnaro, sfiorò il titolo, perso con un solo punto di svantaggio dal Bologna. La difesa dei capitolini, grazie anche all’elevato rendimento del gagliardo “GIGI IL LUNGO”, con sole 20 reti subite fu la meno battuta del campionato.
Luigi Allemandi, nella successiva ultima stagione romanista mantenne un rendimente elevato, saltando per infortuni vari, 7 delle 30 partite di campionato. La Roma, nonostante le buone prestazioni del terzino, concluse il torneo con un deludente decimo posto, figlio dall’elevata età media dei componenti della squadra, molti dei quali ebbero un crollo fisico rispetto all’anno precedente. Il calciatore ha lasciato nella Roma e nei tifosi testaccini, dei quali seppe perfettammente interpretare lo spirito combattivo, un grande ricordo e l’orgoglio di avere avuto in squadra 
UN CAMPIONE DEL MONDO.