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ANTONIO BIANCHI

di Fabrizio Grassetti

Antonio Bianchi, nato a Roma il 4 novembre 1906.
Dalla fusione dell’Alba, della Fortitudo e dal Roman il 7 giugno 1927, venne alla luce l’A.S Roma che raccolse le migliori forze calcistiche della Capitale.
Dalla Fortitudo-Pro Roma, la nuova Società ereditò Bramante, ANTONIO BIANCHI, Cappa, Canestrelli, De Micheli Ferraris IV, Preti, Rapetti, Scocco, Scardola, Sbrana, Vittori e Zamporlini.
Tranne Rapetti nato ad Alessandria e Zamporlini, nato a Chioggia (VE), tutti calciatori ROMANI DE ROMA.
Antonio Bianchi, nel suo ruolo di centravanti, venne impiegato nella Roma B per la prima volta, nell’amichevole del 16 luglio 1927 contro la squadra ungherese dell’Ujpest (U.T.E.), quando i giallorossi scesero sul terreno di gioco del Motovelodromo Appio con la seguente formazione:
Ballante, Sansone III, ANGELO BIANCHI, Scocco, Zamporlini, Giannelli, Scardola, Jacoponi, ANTONIO BIANCHI, Sbrana, Canestrelli. 
Il risultato finale fu di 2-2.
La stessa formazione, venne impiegata dall’allenatore William Garbutt, nell’amichevole che la Roma B, disputò contro l’Attila.
In tutta la prima parte della stagione, giocò con la sola squadra B giallorossa.
Il 7 giugno 1928, nell’anticipo della quattordicesima giornata della Coppa Coni, l’attaccante romano fece il suo esordio, in una competizione ufficiale in Novara-Roma terminata 2-2. 
I giallorossi scesero in campo con Ballante Mattei, Angelo Bianchi, Ferraris IV, Degni, Zamporlini, Maddaluno, Fasanelli, Bussich, ANTONIO BIANCH, Chini.
Il giocatore venne poi confermato, sempre nella Coppa Coni, la settimana successiva nella gara Roma-Pro Patria, giocata al Motovelodromo Appio il 13.7.1928, conclusasi con la vittoria dei giallorossi per 5-1. Antonio Bianchi, nella circostanza, realizzò due gol, secondo i dati pubblicati nel libro “Storia Illustrata della Roma” d Ezio Saini, che riporta il seguente tabellino dei marcatori: Bossi, Maddaluno, Antonio Bianchi (2) e Ricci. Una delle reti, che il Messaggero qualificò come bellissima, la mise a segno di testa. Secondo quanto trascritto nel 
I° volume dell’Enciclopedia Giallorossa di Francesco Campanella, a segnare la doppietta fu invece Maddaluno. Nello stesso libro, viene poi indicato come autore del primo gol romanista il centravanti Bussich in luogo di Bossi. Nel libro Magica Roma, dedicato alle partite ufficiali romaniste, gli autori Alberto Pallotta e Angelo Oliviere scrivono anche loro che a mettere a segno due gol fu Maddaluno e non Bianchi, confermando invece i nomi di Bossi e Preti come gli altri goleador della giornata.
Antonio Bianchi per la terza volta consecutiva,8 venne poi utilizzato nel Torneo, in seguito vinto dalla Roma, schierato a mezzala sinistra nella finale di andata della Coppa Coni, disputata il 22.7.1928 a Roma contro i canarini del Modena, finita 0-0. Poiché anche la gara di ritorno, con Bianchi assente, si concluse con un pareggio per 2-2, si rese necessaria una terza partita di spareggio.
Dopo che, alla proposta del Modena, avanzata tramite la Federazione Italiana, di assegnare a tavolino ex equo la Coppa, la Roma, con il Presidente Renato Sacerdoti, aveva risposto con un telegramma che diceva: “ RITENIAMO CHE L’IMPROVVISA SOSPENSIONE DEL TORNEO, SENZA UN INCONTRO VERAMENTE DEFINITIVO, DANNEGGEREBBE E AMAREGGEREBBE GLI SPORTIVI DELLA CAPITALE, CHE RICHIEDONO ALLA LORO SQUADRA UN ULTIMO SFORZO PER RAGGIUNGERE L’AMBITA META. PERCIO’, BENCHE’ IL PROVATO VALORE DELLA CAVALLERESCA AVVERSARIA CI FACCIA SCENDERE SUL TERRENO CON QUALCHE BRIVIDO DI ANSIA, PREFERIAMO IL LEALE COMBATTIMENTO ALL’ASSEGNAZIONE AMICHEVOLE“ (Questa risposta fu giudicata da tutti molto sportiva e guadagnò ai colori giallorossi altre simpatie), questo incontro si giocò sul campo neutro di Firenze il 29 luglio 1928.
La partita si concluse con la vittoria romanista per 2-1 grazie al gol decisivo messo a segno da Volk a 5’ del secondo tempo supplementare.
Indescrivibile, fu l’entusiasmo straripante con il quale il successo, venne accolto dalla folla dei tifosi giallorossi, impazzita di gioia.
Con questa vittoria, i capitolini sovvertirono il pronostico della maggior parte della stampa, secondo la quale I canarini del Modena, erano uomini coriacei, alla ricerca di una clamorosa affermazione ed erano i favoriti. “L’anno scorso la Coppa toccò all’Alessandria. Quest’anno il Modena ne appare ragionevolmente l’erede legittima. Non dimentichiamo che la sua avversaria, la Roma, è da poco assunta agli onori della massima Divisione”.
Ma i Lupi avevano fin dalla nascita, i denti aguzzi con i quali azzannarono gli avversari.
La vittoria romanista, sciolse anche i dubbi esternati dalla Gazzetta dello Sport che si era interrogata se la Coppa, sarebbe andata alla tecnica compagine del Modena o alla solida e brillante squadra della Roma.
Con la sue tre partecipazioni ed i due gol, segnati nel prestigioso Torneo, l’attaccante potè meritatamente fregiarsi del titolo di vincitore della Coppa Coni.  
L’esordiente squadra della Roma concluse la stagione con questo trionfo.
Avendo una rosa ampia ed avendo in programma importanti acquisti, poi concretizzatisi, come quelli di Bernardini, Volk, D’Aquino, Eusebio, Benatti e Barzan, la Società inserì nelle liste di trasferimento diversi giocatori tra i quali Antonio Bianchi, che ritroveremo poi nell’Ascoli nella stagione 1929-1930 e l’omonimo Angelo Bianchi..  
Questo articolo, consente anche di fare chiarezza sui collegamenti tra i due calciatori romanisti Angelo ed Antonio Bianchi.
Il cognome comune e la loro contemporanea presenza nella Roma nella stagione 1927-1928, hanno indotto in errore diversi storiografi. Alcuni sbagliando, hanno scritto che i due erano fratelli, altri hanno invertito le tre presenze in Coppa Coni di Antonio con quella unica nel campionato nazionale di Angelo ed attribuito, sempre erroneamente, i due gol segnati da Antonio nella Coppa Coni ad Angelo. Diversi autori di pubblicazione sulla Società capitolina, hanno anche scambiato i ruoli svolti in campo dai due Bianchi. Quello corretto di Angelo, che, come sopra scritto, proveniva dall’Alba, era di difensore, mentre quello di Antonio, che proveniva dalla Fortitudo, era di attaccante.
I dati esatti relativi ai due calciatori, sono stati ricavati dall’esame dei leggendari volumi di Biancone e del libro, uscito a dispense “Storia Illustrata della Roma” che trascrive i tabellini delle gare, riprendendoli dall’Archivio sociale della Roma.