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RAMON TURONE

di Roberto Cerrone

Maurizio Turone, per tutti Ramon, di ruolo difensore centrale con licenza di avanzare, nasce a Varazze in provincia di Savona il 27 ottobre 1948.
Non credo che al mondo ci sia un calciatore famoso come Lui per un gol annullato, quel gol nel comunale fradicio di Torino del 10 maggio 1981, apparso a tutti regolare (poi la tecnologia lo confermò come tale) annullato da una bandierina del guardalinee Sancini. Io, presente nella tribuna di fronte a quella dell’assistente dell’arbitro Bergamo, pensai subito alla famosa legge di compensazione che per la Juventus vale sempre, espulso Furino qualcosa ti devo restituire. Succede quando si gioca in casa di quelli.
Ma il nostro Turone ha una bella storia, sin dalle giovanili, dove diventa campione d’Europa Juniores accanto a Santarini, è il 1966 e la nazionale dei grandi conosce la Corea del nord ai mondiali Britannici.
Cresce e gioca nel Genoa e lo fa così bene che Nereo Rocco, nel 1972, se lo porta al Milan per fare il difensore accanto a gente importante come Cudicini, Benetti, Rosato, Prati, Schnellinger e Rivera. Con il Milan vince due coppe Italia, la seconda battendo in finale l’Inter e giocando in coppia con Bet. Titolare nella finale vittoriosa di Coppa delle Coppe contro il Leeds, a Salonicco il 16 maggio 1973, vinta per 1 a 0 con gol di Chiarugi. Comincia a costruirsi la sua bacheca.
Il suo modo di giocare comincia a fare discepoli tra i giovani milanisti emergenti, uno è Franco Baresi. Liedholm, che intanto è tornato nel 1977 sulla sponda milanista, stravede per il giovane e gli affida la guida della difesa e Ramon, nel 1978, se ne va a Catanzaro, dove gioca con Ranieri, perdendo l’occasione, che avrebbe meritato, di vincere lo scudetto della stella Rossonera 1978-79.
L’anno dopo il Barone torna a Roma e subito pensa, per la sua difesa, di andare a prendere Turone, così fa e lo porta nella capitale, ricostituendo una coppia di difesa già provata 13 anni prima. Ironia della sorte, Santarini in coppia con Bet ai tempi di HH, poi Turone in coppia con Bet e finalmente Santarini-Turone, dirla alla Renato Zero, il triangolo no!
Ramon, chiamato così per le sue sembianze da Hidalgo spagnolo, arriva a quasi 31 anni ma subito conquista stima e affetto dai compagni e dai tifosi.
Saranno 3 anni a grande livello con la vittoria di 2 coppe Italia, un secondo e un terzo posto, e il gol annullato di Torino. Turone gioca 74 gare con 2 reti in campionato, 13 presenze in coppa Italia e 5 in coppa delle coppe. Ha indossato la fascia di capitano la prima volta ad Ascoli il 10 gennaio 1982.
Nella nostra stagione 1982-83, Turone è nella foto di presentazione della squadra, è nei quadri a tutti gli effetti e gioca anche in Coppa Italia, il 5 settembre 1982 contro il Como, giocando accanto a Vierchowod nella vittoria per 2 a 0. Sappiamo che la mente di Liedholm aveva già programmato Agostino Di Bartolomei accanto al “Russo” di Calcinate, questo non entusiasmò Turone che, come qualche secolo prima fece Silla in un contesto più drammatico, preferì andare a fare il titolare a Bologna per poi finire la carriera dalle sue parti, prima Savona e ultima Cairese. Facendo così perse la sua seconda e ultima occasione di diventare campione d’Italia. Falcao, durante i festeggiamenti di quel secondo nostro titolo, si ricordò giustamente di Santarini e Turone, anche loro costruttori della grande Roma di Dino Viola.