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JOHN ARNE RIISE

di Roberto Cerrone

John Arnee Semundseth Riise, nato il 24 settembre 1980 ad Alesund, ridente porto norvegese, noto per le sue caratteristiche costruzioni. Difensore esterno, ha dimostrato in un nostro momento di emergenza, di essere bravo anche come centrale. Era dotato di grande corsa e di un potente tiro di sinistro, proprio per questo è stato ribattezzato dai tifosi “fulmine” un po’ come rombo di tuono Gigi Riva. È stato il secondo norvegese nella nostra storia dopo John Carew. Riise, è cresciuto nelle società giovanili della sua città, è poi passato nel 1998 alla seconda squadra del principato di Monaco e quindi nella prima, dove ha iniziato a giocare nella massima serie francese. Qui, nella stagione 2000-2001, si è distinto vincendo campionato e supercoppa, proprio mentre la Roma di Totti e compagni vinceva il suo terzo scudetto. Passato al Liverpool, ha iniziato con la maglia dei Reds una grande carriera, che lo ha portato a vincere moltissimo. Nel suo curriculum una Champions League, 2 super coppa europee, 2 Charity, 1 coppa d’Inghilterra e 1 coppa di Lega Inglese, in pratica tutto, meno che la premiere, quella che il Liverpool ha vinto quest’anno, dopo 30 anni. Dopo 7 stagioni a Liverpool, sentendosi poco utilizzato, passa alla Roma, voluto fortemente da Spalletti. Per la fretta di firmare il contratto con noi, rinvia anche se di un solo giorno, il suo secondo matrimonio. È l’estate del 2008 e la Roma ha terminato il campionato al secondo posto dopo il pareggio di Catania, giocato in un contesto ben oltre la regolarità, comunque la settimana dopo si prende una parziale rivincita con la vittoria in coppa Italia. L’esordio con la Roma, Riise lo fa con la coccarda tricolore sul petto, affrontando proprio l’Inter nella finale di super coppa a Milano. La partita termina 2-2 e la coppa viene assegnata ai calci di rigore. Dagli undici metri, sbagliano Totti e Juan e il trofeo lo conquista la formazione nerazzurra. Riise non calcia il rigore perché sostituito al 78’ da Tonetto.  È il 24 agosto 2008 e da quel momento iniziano 3 stagioni di grande contenuto per Riise nella nostra Roma. Nel primo anno, la squadra arriva solamente sesta in campionato, mentre in Champion League, viene ingiustamente eliminata agli ottavi di finale dall’Arsenal di Van Persie. Nella gara di andata la Roma viene sconfitta 1-0 e poi in quella di ritorno, allo stadio Olimpico, recupera lo svantaggio grazie ad un gol di Juan che poi si infortuna e viene sostituito da Baptista. Riise, gioca quindi in coppia centrale con Diamoutene e Tonetto passa al suo posto. È immenso, la Roma ha tante occasioni per vincere, non le sfrutta e si va ai maledetti rigori, l’ultimo lo sbaglierà Tonetto e addio qualificazione. Il secondo anno è il più esaltante, la Roma raggiunge il secondo posto con Ranieri, arrivato alla terza giornata a sostituire Spalletti. È proprio di Riise il gol vittoria a Siena nella prima gara con il tecnico di San Saba. La firma più bella la mette a segno a Torino, in casa della Juventus. Riise segna all’ultimo minuto di recupero, di testa, il gol della vittoria, sfruttando un assist di Pizarro. Quella è stata l’ultima vittoria in casa della Juvenus e abbiamo dovuto attendere da quel  23 gennaio 2010, l’ultima giornata di questo particolare campionato 2019-2020.  Il terzo campionato è segnato dall’esonero di Ranieri e dalla conduzione finale di Montella, suo compagno di squadra nella prima stagione. Sembrava che la sua carriera dovesse cessare a Roma, invece tornò in Inghilterra nel Fulham, poi un rapido passaggio anche in India per finire a giocare a casa sua dove tutto era iniziato Appende gli scarpini al chiodo nell’anno 2017 a 37 anni. Nelle sue tre stagioni con la Roma, ha collezionato 99 gare e 7 gol in serie A, 10 in coppa Italia, 2 e 1 gol in super Coppa Italiana, 13 in Champions League e 12 con 3 reti in Europa League per un totale di 136 partite e 11 gol. Inoltre, da Romanista, ha vestito 25 volte con 5 gol la sua nazionale norvegese. Particolare il ricordo che lo lega all’Utr, grazie a lui infatti venne organizzato un incontro nella sede dell’ambasciatore norvegese, durante il quale arrivò addirittura un messaggio dal capo del governo del suo paese, a testimonianza di quanto, sia stato importante per la sua nazione. L’Unione Tifosi Romanisti, l’omaggiò con un’opera dell’artista romana e Romanista, Laura Conenna (in una delle foto). Tale opera ha viaggiato da Roma con lui, a ricordare il mare di Roma, tanto caro a DDR, e questo lo farà sempre essere un po’ Romanista. Auguri fulmine vichingo!