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FABIO SIMPLICIO

di Roberto Cerrone

Fabio Simplicio, nato a San Paolo, in Brasile il 23 settembre 1979. È un brasiliano Paulista, di quelli un po’ più concreti nel palleggio e meno fantasisti.
Giocatore di centrocampo, poteva ricoprire più ruoli ed aveva una certa sintonia con il gol, grazie alla sua bravura negli inserimenti. Ad inizio carriera, gioca e vince nella squadra maggiore delle sue parti, il San Paulo, dove ha come compagni di squadra Kakà e Baptista che poi ritroverà a Roma.
Nel 2004 il Parma lo porta in Italia e dopo due stagioni prende la via di Palermo, in un periodo buono della squadra siciliana, quella della gestione Zamparini. Nella stagione 2009-2010 si ritrova a giocare accanto a Javier Pastore, con buoni risultati anche se a volte viene messo in panchina. A fine stagione, arriva a parametro zero nella nostra Roma. Conoscendo i romani, potevamo pensare che il suo nome fosse abbinato a qualche console, invece, giustamente, per la sua somiglianza con il noto personaggio televisivo degli anni ‘70-‘80 venne soprannominato “Arnold”. 
Poi la sua simpatia ha fatto il resto ed è presto entrato in sintonia con i tifosi Romanisti, anche se da noi, è rimasto solamente due stagioni, allenato però da tre allenatori, Ranieri, Montella e poi Luis Henrique.
Trova il modo di farsi amare per quello che fa in qualche derby. In uno va addirittura in gol, quello di coppa Italia del 19 gennaio 2011 che ci dà vittoria e qualificazione. In altri due, ottiene i rigori della vittoria, quello del 7 novembre 2010 in campionato (realizzato da Boriello) e quello del 13 marzo 2011 (realizzato da Totti).
Nelle due stagioni gioca 43 gare e realizza 8 gol in serie A, 5 con 1 gol in coppa Italia, 3 partite in Champions League e infine 2 in Uefa League per un totale di 53 partite e 9 gol in maglia Romanista.
Si distinse anche per un’esultanza particolare il 28 aprile 2012 nella partita pareggiata 2-2 dalla Roma contro il Napoli. Dopo aver segnato infatti, corse verso la tribuna Monte Mario, scavalcò il cancellerò ed andò ad abbracciare sugli spalti la moglie. Qualche tempo dopo, anche Alessandro Florenzi lo fece per abbracciare la nonna, c’è sempre qualcuno che apre la strada, pardon la tribuna.
Al termine della stagione, in anticipo nella tempistica del contratto, Fabio ci lascia per il Giappone. Inizialmente va a giocare nella Cerezo Osaka, che non è la squadra del nostro ex, Cerezo, in spagnolo è il nome della pianta tipica della città, il ciliegino.