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SETTIMIO LUCCI

di Fabrizio Grassetti

                                             

Settimio Lucci, nato a Grottaferrata (Roma) il 21 settembre 1965.Settimio, da tutti sempre chiamato Mino, iniziò a giocare a pallone con la squadra della sua cittadina natale Vivace Grottaferrata per trasferirsi poi nella LVPA Frascati. Dopo un breve passaggio nei pulcini della Lazio, su indicazione di Giorgio Perinetti venne aggregato nel 1979, non ancora quindicenne, nel settore giovanile della Roma percorrendo in seguito la consueta trafila. Nella stagione 1982-83, tanto cara a tutti i tifosi della Roma, giocò sia nella squadra degli Allievi che in quella della Primavera. Con Romeo Benetti ex calciatore giallorosso allenatore, la squadra della Roma Primavera, che annoverava tanti giovani promettenti, quali Baldieri, Desideri, Di Carlo, Di Mauro Giannini, Savorani, Tovalieri e LUCCI, a febbraio del 1980 vinse la trentacinquesima edizione del prestigioso Torneo Internazionale di Viareggio, eliminando il Milan, il Cesena, l’Ipswich, il Catanzaro, la Fiorentina ed in finale l’Inter. Lucci scese in campo in questa competizione nel suo ruolo di difensore in 3 delle 6 partite disputate dai giallorossi. Anche con la squadra Allievi Lucci ottenne un importante successo.  Questa compagine, con Luigi Giuliano pure lui ex giocatore romanista allenatore, essendosi classificata al primo posto del Campionato Regionale Eccellenza disputò a fine stagione le finali nazionali del settore Allievi Professionisti, laureandosi Campione d’Italia di questa categoria, dopo avere superato, con Lucci titolare, il Como nelle due partite di andata e di ritorno previste.  Il giocatore venne seguito anche Nils Liedholm, sempre attento ai giovani del vivaio, fin dal ritiro estivo di Brunico. Insieme ad alcuni giovani, utilizzò “Mino” tra i titolari nelle partite precampionato, tutte vinte dai romanisti, giocate tra il 1°ed il 14 agosto 1982, contro il Brunico (0-10) il Padova (2-4), la Reggiana (0-6) ed il Mantova (0-3).  Il 22.8.1982 il Barone lo fece poi esordire in un incontro ufficiale facendolo entrare in campo al 30° minuto della ripresa al posto di Righetti alla seconda giornata del quinto girone della Coppa Italia in Roma-Modena 5-1 ( reti di Di Bartolomei, Chierico, Pruzzo, Pruzzo, Pruzzo ). Il tecnico svedese continuò a manifestare la sua considerazione per il difensore inserendolo tra i giocatori a disposizione fin da Cagliari-Roma, prima giornata dell’indimenticabile campionato 1982-83. Lo confermò poi come panchinaro anche nella partita di Coppa Uefa Roma-Ipswich Town del 15.9.1982 vinta dai lupi per 3-0 e nelle successive gare casalinghe di campionato contro il Verona e l’Ascoli, battute rispettivamente per 1-0 e 2-1.  Lucci nella stagione continuò in seguito a giocare con le squadre giovanili romaniste affinando le sue qualità tecniche, distinguendosi sempre di più nel suo ruolo preferito di libero, nel quale rendeva al meglio. Sulle caratteristiche del calciatore trascriviamo il giudizio che Alberto Faccini espresse a suo tempo sul Corriere dello Sport, che nella rubrica “DICE DI LUI”, sotto il titolo FACCINI: LIBERO ELEGANTE, riportò: “Alberto Faccini faceva parte della nidiata precedente a quella di Lucci. S’incrociarono negli allenamenti di quella stagione che portò allo scudetto del 1983 con Liedholm in panchina. Dice Faccini, a Mino mancava essenzialmente un solo requisito, la cattiveria. Era un libero molto abile, spettacolare a vedersi. Aveva tutto di campioni, tranne la determinazione. Ragazzo serio, parlava poco ma sapeva dirigere la difesa con personalità”. Settimio Lucci anche nell’estate del 1983 svolse il ritiro estivo di Brunico con la prima squadra. Liedholm lo schierò nella prima amichevole della stagione contro il Trento ed il giorno dopo contro la squadra locale del Brunico per poi continuare ad impiegarlo in gare non ufficiali fino all’amichevole del 13 ottobre 1983 contro l’ALMAS – Appio Latino Metronio Associazione Sportiva. Dopo questa partita il difensore venne dalla Roma dato in prestito all’Avellino. Con gli irpini debuttò in serie A il 6.11.1983 all’Olimpico contro la Lazio, subentrando a Schiavi al minuto 82. Visse il suo momento di maggiore gloria con la squadra campana il 4.12.1983 quando segnò il suo primo gol nel massimo campionato al 90° minuto con il quale l’Avellino pareggiò 1-1 la partita casalinga contro la blasonata Inter. Nel corso del campionato affrontò da avversario la Roma all’Olimpico il giorno 11.12. 1983 (Roma-Avellini 3-2). Fu invece assente nel match di ritorno. Rientrato nella Roma per fine prestito nel 1984 venne impiegato dal duo Roberto Claguna allenatore e da Sven Goran Eriksson consigliere tecnico – il regolamento dell’epoca non consentiva il tesseramento di nuovi allenatori stranieri e per superare questo ostacolo il Presidente Viola diede al giovane svedese tale qualifica – in diverse gare amichevoli e nell’importante Trofeo Teresa Herrera, svoltosi a La Coruna nei giorni dall’11 al 12 agosto 1984.  La squadra giallorossa, con a capo delegazione Ettore Viola, consigliere della A.S. Roma, vinse brillantemente l’edizione XXXIX alla quale parteciparono, oltre alla compagine capitolina, le squadre dell’Athletico Bilbao, del Vasco da Gama e del Manchester United.  Il 23.9.1984 Lucci, due giorni prima di compiere 19 anni, debuttò con la Roma in campionato schierato a terzino all’Olimpico fin dall’inizio di Roma-Como finita 1-1. La formazione capitolina fu la seguente: Tancredi, LUCCI, Righetti, Buriani (dall’80’ minuto Antonelli), Nela, Maldera, B. Conti, Cerezo, Iorio, Chierico, Graziani. Mino Lucci concluse quindi la stagione con 8 presenze in campionato e 4 in Coppa Italia. Di queste gare si ritiene interessante ricordare Juventus-Roma del 28 ottobre 1984 conclusasi con il risultato di 1-1. Il difensore, dopo che Giannini al 30° minuto del 1.t. aveva segnato il suo primo gol in serie A, al 35 della ripresa° subentrò proprio al Principe, come in seguito lo stesso Lucci ricordò sembra “vantandosi” di essere stato presente all’avvenimento della storica rete. La stagione successiva 1985-1986, quella della grande rincorsa alla Juventus, vide Lucci disputare 9 partite in campionato e 10, sul totale di 13, in Coppa Italia. Fu testimone diretto, prima in panchina e poi dal 75’ in campo, come subentrante di Righetti, dello straordinario avvenimento dei 5 gol che Pruzzo realizzò all’Avellino il 16.2 1986. Era in panchina in occasione dell’incredibile sconfitta subita dalla Roma per 2-3 per mano del già retrocesso Lecce, che in campionato, fuori casa, aveva fino ad allora raccolto solo un pareggio e 13 sconfitte. Su questa partita Lucci ai microfoni a Ita Sport Press ha dichiarato “Avevamo fatto una rincorsa eccezionale. Purtroppo andammo a perdere quella partita in maniera incredibile. È successo quando non doveva succedere. La Juve era piantata e noi stavamo molto bene. Siamo scivolati sulla classica buccia di banana alla penultima giornata. Ricordo che, essendo in panchina, avevo comunque la certezza di pareggiare o vincere anche quando eravamo sotto di un gol. In realtà era una partita maledetta, perché si è giocato ad una porta. È stato qualcosa di particolare: noi tiravamo e non segnavamo, mentre loro, non appena scendevano in contropiede, facevano gol. Un peccato perché l’Olimpico era pieno fino all’orlo. Quando è finito il match, siamo rientrati negli spogliatoi e siamo rimasti a guardarci in faccia. Non riuscivamo a crederci”. Ma la carriera romanista di Lucci è legata anche alla bellissima vittoria della Coppa Italia 1985-1986, conquistata grazie anche al determinante contributo dato da un gruppo di giovani del vivaio che vogliamo ricordare nominandoli in ordine alle loro presenze nella competizione: Giannini, Righetti, Di Carlo, Tovalieri, LUCCI, Desideri Gregori, Impallomeni, Mastrantonio, Bencivenga, Petitti e Gespi.  Non poterono, infatti, partecipare alla parte finale del torneo Tancredi, Nela, Conti, Ancelotti e Boniek, perchè convocati dalle rispettive nazionali che dovevano disputare i campionati mondiali in Messico. Antonio Carlos “Toninho” Cerezo, dopo avere disputato 5 delle prime 6 gare della competizione, a causa di un infortunio, che gli fece perdere la partecipazione al mondiale, fu anche lui assente alla fase finale della Coppa. Riuscì infine, volendolo fortemente, a rientrare in campo solo a 5 minuti dal termine della finale di ritorno Roma-Sampdoria. Come in un sogno al 44° minuto il brasiliano segnò il gol del definitivo 2-0 con il quale la Roma, che aveva perso a Genova 2-1, si aggiudicò la Coppa. Indescrivibile fu l’entusiasmo dei tifosi giallorossi che per tutta la stagione avevano visto i propri beniamini, secondo il parere unanime, giocare il calcio più bello del campionato. L’avventura giallorossa di Lucci nella Roma terminò ad ottobre del 1986 quando venne ceduto all’Empoli. Prima del trasferimento il giocatore partecipò al rito annuale della foto ufficiale della rosa della squadra e venne impiegato da Eriksson nelle amichevoli che i lupi disputarono contro il Padova, il Cesena e la Sambenedettese. Il 17 settembre 1986, in occasione della gara di andata dei sedicesimi di finale della Coppa delle Coppe Roma- Real Zaragoza, finita 2-0 grazie ai gol messi a segno da Di Carlo e Gerolin, il difensore di Grottaferrata indossò per l’ultima volta in una partita ufficiale la maglia giallorossa.  “Mino” nell’Empoli rimase due anni nel corso dei quali giocò 8 partite nella Nazionale Italiana Under 21, allenata da Cesare Maldini, avendo come compagni di squadra i romanisti Desideri, Impallomeni ed il portiere Attilio Gregori, nonché i futuri giallorossi Annoni, Benedetti e Rizzitelli. Proseguì poi l’attività agonistica fino al 2001 indossando le maglie dell’Udinese, del Piacenza, dell’Hellas Verona, della Ternana Calcio e dell’Ancona, per cessarla nel 2001. Intraprese in seguito, senza particolare successo, la carriera di allenatore. Come dicono i Professori ai genitori degli studenti ben dotati che non esprimono a pieno le proprie potenzialità, del calciatore Settimio “Mino” Lucci affermiamo che era bravo ma che avrebbe potuto dare di più.