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PIER LUIGI PIZZABALLA

di Roberto Cerrone

Pier Luigi Pizzaballa
Pizzaballa nasce a Bergamo il 14 settembre 1939. Portiere non alto, le Panini riportavano 1,75 ma in linea con quei tempi, comunque portiere di grande agilità e coraggio.
Cominciò da fanciullo a parare con una squadra locale delle sue parti, il Verdello per poi esser visto dall’Atalanta che lo fa esordire in serie A il 3 febbraio 1963 in Atalanta Milan 2 a 2 (dato riportato dal mio album dell’epoca della Panini).
Nell’Atalanta è in concorrenza con un portiere storico di quelle parti, Cometti. Ma è Pizzaballa il portiere titolare Orobico nella finale di coppa Italia contro il Torino e vinta per 3 a 1, l’unico trofeo Bergamasco della storia. Per curiosità, in quella finale fece tripletta, per l’Atalanta, un certo Angelo Domenghini che sarà Romanista una decina di anni dopo.
Convocato come terzo portiere per i mondiali inglesi del 1966, prima gioca la sua unica gara in nazionale A contro l’Austria, prima aveva partecipato a una gara U 21.
Finiti i mondiali inglesi, Pizzaballa prende la strada di Roma, fortemente voluto da Oronzo Pugliese. 
A Roma è presidente Franco Evangelisti, Vincenzo Biancone come DS, giocatori importanti come Losi, Peirò e Barison, c’è già un buon portiere, Alberto Ginulfi con il quale dovrà, in teoria, dividersi le presenze. Pugliese ha già fatto la sua scelta, il titolare è “Pizza” come subito viene chiamato Pier Luigi.
Esordio in campionato il 18 settembre 1966 contro il Brescia, la Roma vince 1 a 0 con gol di Tamborini.
Vince anche il suo primo derby grazie a un gol di Enzo. La sua prima apparizione contro la sua ex Atalanta è quanto meno turbolenta, la Roma vince sul campo per 4 a 2 ma ci fu un’invasione campo e assegnato il 2 a 0 a tavolino, l’Atalanta schierava in porta Zaccaria Cometti che è stato un po’ il suo tutore calcistico, Zaccaria è deceduto nel mese di aprile a conseguenza del Covid19.
Pizzaballa è titolare in campionato, coppa Italia e anche nella coppa delle Alpi e così inizia anche nella stagione 1967-68 anche se lo spazio di Ginulfi è cresciuto. 
Nel 1968 arriva Helenio Herrera ed è un ciclone nell’ambiente della tifoseria Romanista. Pizzaballa parte titolare in una stagione tragica per la morte di Giuliano Taccola ma esaltante per la vittoria della nostra seconda Coppa Italia.
Proprio la Coppa Italia fa capire che per Pizzaballa è finita l’epoca Romanista. Non gioca nessuna delle 6 gare finali del girone che assegna il titolo. L’ultima gara di Pier Luigi Pizzaballa con la Roma è un Torino Roma 2 a 0. Alla fine, la sua carriera all’ombra del Cupolone vede 70 presenze in serie A, 5 in coppa Italia, 1 in Mitropa Cup (il pareggio con lo Spartak Trnava, 1 a 1 con gol di Taccola, il suo unico internazionale) e 7 nella coppa delle Alpi. Totale fa 83.
La Roma lo cedette al Verona, da qui andò al Milan per poi finire la carriera dove era iniziata, all’Atalanta.
Raccontò in seguito un episodio. Vi ricordate il Verona Milan 5 a 3? Fu una giornata incredibile, era l’ultima giornata del 1973, Pizzaballa è il portiere del Verona, al Milan serve una vittoria per lo scudetto invece perde, la Juve passa con noi all’Olimpico per 2 a 1 e vince il titolo al fotofinish. Peggio, per quei risultati l’Atalanta, sua squadra del cuore, retrocesse.
Oltre alle 2 coppa Italia con Atalanta e Roma, ha vinto l’ambito premio Combi come miglior portiere della serie A nel 1965.
Una curiosità extra. Le generazioni che, negli anni di gioco di Pizzaballa, raccoglievano le figurine Panini, ricorderanno che, giocava nell’Atalanta, la sua era introvabile. La Panini comunicò che, a causa di un infortunio di Pier Luigi, la sua foto fu fatta in un secondo tempo e la produzione della figurina arrivò nelle bustine successivamente. Spiegazione logica, peccato che la stessa situazione si ripeté anni dopo con Boranga (portiere del Cesena) e questo fa pensare che, come per tante altre cose da collezione, la produzione di certe è minore, per stimolare gli acquisti e, nel caso di ragazzi come eravamo, di accanirsi con la compra vendita delle figurine e giocarsele, magari a “soffietto”.