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DAVID PIZARRO

di Marco Emberti Gialloreti

David Marcelo Pizarro Cortes nasce a Valparaiso (Cile) l’11 settembre 1969. “EL PEK”, questo era il diminutivo del suo soprannome “Pequeño”, cioè il piccolo, ma in realtà in campo giganteggiava. Di lui spesso si è scritto “dotato di intelligenza superiore alla media”. Nello straordinario 4-2-3-1 della Roma di Spalletti, ha fatto coppia fissa con Daniele De Rossi che di lui diceva:” È il nostro scoglio”, affermazione che sintetizzava in modo splendido la forza e la capacità di gestire e creare il gioco per i propri compagni.
La sua carriera parte dalle giovanili del Santiago Wanderers fino al 1997, anno in cui entra poi a far parte della rosa della prima squadra dove, nei successivi due anni, disputerà 41 partite realizzando 3 gol. Nel 1999 arriva la chiamata dell’Udinese dove rimarrà per 5 stagioni, con una piccola parentesi nel 2001 all’Universidad de Chile, disputando con i friulani un totale di 126 partite realizzando 14 gol.
Nasce trequartista/mezza punta ma nella sua esperienza all’Udinese viene arretrato di 20 metri diventando così un fantastico regista davanti alla difesa. La sua grande tecnica gli consentiva una formidabile gestione della palla. Spesso si dilungava in dribbling e piroette col pallone tra i piedi, ma ciò gli consentiva sempre di rubare il tempo all’avversario o per avanzare nelle vie centrali o servire il compagno smarcato anche con il lancio lungo. Tifosi ed addetti del mestiere, poco pazienti, lo criticavano per questo suo modo di giocare, anche in zone nevralgiche del campo, ma proprio per questa sua caratteristica Luciano Spalletti disse:” tutti conoscono la sua finta, ma nessuno riesce a prenderlo”.
Dopo cinque anni in Friuli viene acquistato dall’Inter, all’epoca guidato da Roberto Mancini attuale CT della Nazionale, ma non disputò un anno da assoluto protagonista come la sua classa avrebbe meritato. Nonostante questo però darà il suo contributo per la conquista della Supercoppa di Lega, la Coppa Italia e lo scudetto causa calciopoli (lo scudetto di cartone come lo definì poi Mourinho), disputando un totale di 24 partite ma mettendo a segno solo 1 gol.
Fortemente voluto da Luciano Spalletti, Il suo passaggio alla Roma avviene nel 2006 disputando 148 partite e siglando 9 gol. Darà un contributo fondamentale per la “certificazione” della bontà del modulo 4-2-3-1 ideato dall’allenatore di Certaldo che porterà la Roma a riconquistare dopo oltre vent’anni i quarti di finale della Uefa Champions League sia nel 2006 che nel 2007 andando a vincere, tra l’altro, al Bernabeu. Due Coppa Italia e una Supercoppa di Lega nel suo Palmares giallorosso.
Nel mercato del gennaio 2012 passa al Manchester City dove ritrova Roberto Mancini già suo allenatore nell’Inter. Con i Citizen disputa solo 5 partite, senza gol, ma farà in tempo ad essere della rosa vincitrice della Premier League.
Il rientro in Italia è immediato ed è ingaggiato dalla Fiorentina, dove si fermerà per 3 anni, disputando 83 partite e siglando 4 gol. Quella di Firenze sarà la sua ultima esperienza italiana perché nel 2015 tornerà in Cile per giocare prima con le sue due squadre dove aveva già militato, il Santiago Wanderers e l’Universitdad de Chile.
Con la Nazionale cilena conquista la Coppa America disputata in casa nel 2015 e la Medaglia di Bronzo alle Olimpiadi di Sidney 2000.