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ALESSANDRO CUCCIARI

di Francesco Leone

Alessandro Cucciari, nato a Roma l’11 settembre 1969.
Cresciuto nelle giovanili della Roma, di ruolo centrocampista, è uno dei protagonisti della squadra Primavera che nel campionato 1988-89 sfiora il titolo di campione d’Italia perdendo, solo in finale, contro l’Inter (in quella squadra era compagno di Francesco Statuto, Fabio Petruzzi, Roberto Muzzi e del portiere Ferro Tontini).
Fa il suo esordio in prima squadra nella stagione successiva. Il debutto in serie A avviene, a Marassi, alla terza giornata di campionato. E’ il 6 settembre 1989 ed il giovanissimo Cucciari, vent’anni non ancora compiuti, fa il suo ingresso in campo al minuto n. 79 della sfida contro il Genoa (allora allenato dal Professore Franco Scoglio), subentrando ad un certo Ruggero Rizzitelli. Fu, peraltro, un esordio fortunato, vista la vittoria in campo esterno per due reti a zero (doppietta di Rudi Voeller –entrambi i gol nella ripresa, il primo su calcio di rigore).
E’, quella, la stagione nota come “l’anno del Flaminio”, che vide la Roma obbligata a giocare lontano dallo Stadio Olimpico a causa dei lavori di ristrutturazione in vista dei Mondiali del 1990. E’, anche, uno degli ultimi anni della presidenza Viola, il quale dopo la delusione della stagione precedente, conseguente alla mancata qualificazione alla Coppa Uefa per via della sconfitta nello spareggio contro la Fiorentina (giocato a Perugia e deciso da una rete dell’ex Roberto Pruzzo), affida la squadra al tecnico Gigi Radice per un anno che avrebbe dovuto essere di transizione (la Roma aveva già raggiunto un accordo con mister Ottavio Bianchi per l’anno successivo) e di ricostruzione, ma che diede tante soddisfazioni alla dirigenza e ai tifosi giallorossi. Lo spirito garibaldino e combattivo della squadra -che aveva nei due attaccanti Voeller e Rizzitelli e nel principe Giannini i suoi migliori elementi-, calciatori che a fine partita uscivano con la maglia “sudata”, un gioco caratterizzato da tanta corsa e sacrificio, entusiasmò fin da subito il popolo romanista che fece del piccolo impianto un catino ribollente di passione e di tifo, capace di incutere timore alla squadre avversarie. Ancora oggi, peraltro, quando proviamo ad immaginare quale sarebbe l’atmosfera nel nuovo Stadio della Roma, ci riferiamo, quale termine di paragone, al Flaminio stagione 89-90.
La Roma terminò quel campionato al sesto posto, conquistando un piazzamento utile per la partecipazione alla Coppa Uefa della stagione successiva.
Memorabile fu in quella stagione in derby di ritorno, vinto in “trasferta” con un gol di Rudi Voeller, con i giocatori che, dopo la partita, nel tragitto di ritorno in autobus a Trigoria, passarono da Testaccio e scesero a festeggiare insieme ai tifosi.
E, d’altronde, le caratteristiche del nostro Alessandro ben si sposavano con il gioco voluto da Radice. Cucciari era un centrocampista dinamico, che faceva della corsa e dello spirito di sacrificio al servizio della squadra, le sue principali qualità, alle quali abbinava, tuttavia, delle discrete doti tecniche. Al termine di quella stagione, benché giovanissimo, totalizzò 6 presenze, cinque da subentrante (contro Genoa, Atalanta, Napoli, Bari, Cesena) ed una (contro l’Inter) da titolare, rilevato al minuto 77 da un altro “giovanissimo” , l’attaccante Roberto Muzzi. In quella stagione, Cucciari, conta anche una presenza in Coppa Italia (nella semifinale di ritorno contro la Juventus).
La stagione dell’esodio in Serie A è stato l’unico campionato giocato da Alessandro con la maglia della Roma. Nella stagione successiva si trasferisce in Serie B al Verona contribuendo (17 presenze) al ritorno nella massima serie degli scaligeri. Inizia, quindi, per Cucciari un lungo peregrinare fra serie B e C, che lo vede protagonista con le maglie di Modena, Casarano. Lecce, Perugia, Ternana, Sampdoria, Siena, Messina e Lucchese. In carriera da calciatore vanta ben quattro promozioni in Serie A con la maglia del Verona (90-91), Lecce (96-97), Perugia (97-98), Sampdoria (2002-03) ed una promozione in serie B (Lecce, nella stagione 95-96). Nella stagione 2003-2004, torma, dopo tredici anni, a calcare il palcoscenico della Serie A con la maglia del Siena. Nella stagione successiva gioca ancora in Serie A con il neopromosso Messina (che termina il campionato con un sorprendente settimo posto). Conclude la sua carriera da calciatore in serie C, giocando per una stagione (2005-06) nella Lucchese. Complessivamente ha militato per tre stagioni in Serie A, totalizzando 34 presenze.
Le sue caratteristiche di vincente sono confermate anche nelle sue esperienze da allenatore. Nella stagione 2012-2013, conquista alla guida del Terracina, compagine militante nel campionato laziale di Eccellenza, la promozione in Serie D, vincendo i play-off nazionali..
Nel campionato 2013-2014 guida la Lupa Roma alla vittoria del campionato di Serie D, sfiorando il titolo di campione d’Italia dilettanti (perde la finale contro il Pordenone). Viene confermato sulla panchina della Lupa Roma anche nella stagione 2014-2015 in Lega Pro; all’esodio in campionato registra un prestigioso successo casalingo per 2-1 in rimonta ai danni della corazzata Lecce, sua ex squadra. Conquista con due giornate d’anticipo la salvezza. La stagione successiva (2015-2016), sempre alla guida della Lupa Roma è meno fortunata, tra dimissioni ed esoneri.