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MARIO BUSSICH

di Fabrizio Grassetti

Mario Bussich secondo le fonti più attendibili è nato a Spalato il 9 settembre 1898, secondo altre il giorno di nascita è invece il 5. Alto più di 1,80, misura notevole per la sua epoca, iniziò nella stagione 1919-192 a giocare a calcio di un certo livello in porta nella squadra capitolina Juventus Roma. Questa Società, con il dirigente Luigi Diamanti, il 25 settembre del 1910, insieme agli incaricati degli altri Club romani della Lazio, Fortitudo e Roman, rappresentò il calcio della Città di Roma all’assemblea Federale. Bussich difese la porta della Juventus Roma solo in due partite.Nella stagione del 1920- 1921 la sua nuova squadra della Sestrese lo impiegò come centravanti ( 12 partite con 6 gol ), che divenne il suo ruolo definitivo. Dalla Sestrese passò al Genoa ( 4 partite con 1 gol ), per approdare la stagione successiva 1922-1923 alla Sampierdarenese – antenata con l’Andrea Doria della Sampdoria – ( 18 partite con 12 gol ). L’ultimo buon campionato del giocatore spinse l’Internazionale a tesserarlo. Rimase a Milano per due stagioni totalizzando complessivamente 35 presenze e 8 gol.I successivi campionato 1925-1926 e 1926-1927 li disputò in serie B con la Triestina con un curriculum di 37 presenze e di ben 26 gol.Questo buon rendimento indusse la neo nata Roma, dopo qualche esperimento fallito, a provvedere all’unico acquisto di rilievo che fu quello di Bussich, centrattacco proveniente appunto dalla Triestina, che fu giudicato dalla stampa “ Una soluzione ideale “.L’attaccante fu vagliato in due partite amichevoli. La prima contro il Livorno, che venne battuto dai giallorossi 3-2, e la seconda contro la squadra dello Slavia di Sofia, vincitrice del campionato bulgaro, superata anch’essa dalla Roma per 5-4. Le due prove vennero valutate positivamente ed il calciatore venne inserito in pianta stabile tra i titolari.Nel primo campionato Nazionale 1927-1928, con le squadre suddivise in due girone, Bussich fece il suo esordio romanista nella storica giornata iniziale che vide la Roma, il 25 settembre al Motovelodromo Appio, superare per 2-0 Il Livorno di capitan Magnozzi, nazionale italiano dal 1924.A scrivere il proprio nome in questa vittoria, furono Rapetti, Mattei, Corbjons, Ferraris IV, Degni, Rovida, Ziroli, Fasanelli, BUSSICH, Cappa, Chini. Ziroli al 13 minuto del 1.t e Fasanelli al 33 minuto del 2. t. furono gli autori dei gol. Il centravanti, lento nei movimenti ma robusto e volitivo, mise a segno la sua prima rete da lupo alla quarta partita di campionato il 6 ottobre 1927 nella gara Novara-Roma vinta dai piemontesi per 2-1.Bussich segnò poi una doppietta alla Pro-Patria a Busto Arsizio ( Pro Patria-Roma 0-3 ) e un’altra doppiettala realizzò a Milano contro l’Internazionale ( Internazionale-Roma 3-3 ). Andò in seguito in gol una volta, contro il Livorno ( Livorno-Roma 2-1 – questa rete venne da qualche fonte attribuita a Chini- ), La Dominante ( Roma-La Dominante 4-2 ), il Novara ( Roma-Novara 4-1 ) e nella partita di ritorno contro l’Internazionale ( Roma- Internazionale 3-0 ). Quest’ultima rotonda vittoria fece scalpore per la forza dei milanesi, che annoverarono tra le proprie proprie file i fuoriclasse Fulvio Bernardini e Giuseppe Meazza.In campionato il calciatore giallorosso che segnò il maggiore numero di reti fu Bussich con 9, siglate in 19 incontri che disputò sui 20 in calendario.Mario Bussich , già entrato nella storia giallorossa per essere stato il primo acquisto della neonata Società e per essere sceso in campo nelle prima partita ufficiale disputata dai Lupi, ha l’enorme merito di avere messo a segno il gol con quale la Roma si aggiudicò l’ambita Coppa CONI.Dopo 14 combattuti incontri, i giallorossi, nella partita di spareggio per l’assegnazione del Torneo, del 29 luglio 1928 si trovarono a dovere affrontare a Firenze il forte Modena.Nella città di Roma, in attesa di questa gara, si diffuse una vibrante aspettativa. Si formarono alcuni treni speciali e numerosi appassionati si recarono a Firenze per sostenere la squadra del cuore nella partita che si preannunciava come un’ardente battaglia.Il Saini, autore del libro Storia illustrata della Roma, proseguì il racconto, che aveva ripreso dalle cronache dell’epoca, scrivendo queste appassionate parole.“ E la battaglia ci fu: vigorosa, ad esaurimento delle forze “.Dopo avere illustrato l’andamento della gara nei 90 minuti regolamentari, l’autore così proseguì: “ Si passò ai supplementari: la lotta si fece furente, tra mischie e contrasti in cui affiorava una certa cattiveria, facilitata dalla generale stanchezza. Gli atleti erano tutti con i nervi tesi e davano al match un ritmo concitato. Era in corso il secondo tempo supplementare, sul punteggio fermo sull’implacabile 1-1, quando….La grande massa dei tifosi, restata a Roma non potendosi concedere il lusso del viaggio a Firenze, in quel pomeriggio domenicale si era raccolta in attesa del risultato a piazza Colonna, nei pressi della sede di un giornale sportivo. Col passare del tempo la calca era aumentata, riempiendo la piazza fino all’inverosimile e rigurgitando nel Corso, sì che il traffico venne letteralmente paralizzato. Invano i metropolitani si sforzavano di aprire un varco agli automezzi, che strombazzavano nervosamente. Coloro che non si occupavano di calcio pensarono ad una manifestazione politica, ma quando seppero che la politica non c’entrava un bel nulla, cominciarono a chiedersi: MA CHE SUCCEDE A ROMA? SONO DIVENTATI TUTTI MATTI? IN FONDO SI TRATTA DI UNA PARTITA DI CALCIO….. Ad un tratto da una finestra del giornale comparve un gigantesco cartello : ROMA 2 – MODENA 1, esso diceva, senz’altro commento che un vistoso punto esclamativo.Allora sì che si ebbe la prova che i romani diventavano matti per la loro giovanissima squadra. Si videro scene frenetiche da tutte le parti, gente che si stringeva in mischie festose, che lanciava urli scomposti, che agitava bandierine e fazzoletti giallorossi, che improvvisava mulinelli di ballo nella calca agitata dall’esultanza. Un applauso fragoroso ed insistente si spargeva per piazza Colonna e giù giù per il Corso. Dalle finestre si affacciavano gli abitanti capitolini, pronti a partecipare alla frenesia suscitata da una vittoria che gli atleti di Roma avevano conquistato alla città più che la squadra. Quel pomeriggio di luglio su dal polverone ardente del centro, sorgeva la straordinaria popolarità dei giallorossi………..man mano erano giunte notizie più precise: la Roma aveva potuto piegare l’accanitissima resistenza modenese solo al 110° minuto di gioco. Tanti ne erano occorsi perché l’attacca giallorosso riuscisse ad approfittare di un attimo di rallentata vigilanza avversaria. Fu l’attimo che decise tutto: FASANELLI ALLUNGO’ UN PREZIOSO PALLONE AL CENTRAVANTI BUSSICH, QUESTI DI SCATTO TIRO’ IN PORTA E SEGNO’. Era finalmente il gol che l’Urbe attendeva: la Coppa era assegnata alla Roma….. Sulle gradinate i tifosi romani si abbandonarono a scene di commosso entusiasmo…………”L’esordio della neo nata Roma fu così subito battezzato con una vittoria!Questo lungo e per noi affascinante racconto illustra in maniera evidente perché Bussich, che nella Coppa CONI, prima della partita finale aveva già segnato altre 3 reti, fa parte a pieno titolo dell’epopea della Roma.Il calciatore rimase in giallorosso anche nella stagione 1928-1929.Oscurato dal nuovo acquisto Rodolfo VolK , venne utilizzato solo in 10 gare. Il suo unico ed ultimo gol lo mise a segno il 16 dicembre 1928 nel match Pro Patria-Roma.Questa conclusione in tono minore della sua breve ma intensa carriera romanista non fece dimenticare ai tifosi giallorossi la gioia che era riuscito a dare loro. Mario Bussich poi, nelle tre stagioni successive, indossò le maglie delle squadre di Terni, Foligno e Veliti del Littorio ( compagine di Civita Castella.