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FOSCO RISORTI

di Roberto Cerrone

Tua Fosco! Una frase che da ragazzi abbiamo sentito in più di un’occasione tra le partitelle tra amici in quelli che erano, una volta, gli oratori. Questo per richiamare l’attenzione del nostro compagno che giocava in porta.Fosco Risorti era un portiere nato il 9 settembre 1921 a Ponte a Cappiano, allora vicino a Firenze, ora in pratica dentro quel capoluogo Toscano. Fosco comincia con la squadra di Fucecchio, dalle sue parti da dove parte per andare a giocare con il Savoia di Torre Annunziata. Fa il suo mestiere senza particolari successi finché la fortuna non gli fa incontrare Fulvio Bernardini come avversario in una partita tra il suo Savoia e la Mater, dove stava finendo la carriera Fuffo nostro.Nel 1941 la Roma cerca un portiere di riserva per Guido Masetti, Bernardini si ricorda di Lui e lo segnala alla Roma, l’acquisto è dei più semplici con il doppio salto di categoria, dalla C alla A.Qui cambia la vita di Fosco, è riserva ma, un infortunio di Masetti, gli permette di giocare una gara, una sola di quella stagione incredibile che fu quella del 1941-42 che al termine ci porta a diventare campioni d’Italia. Per la storia, giocò Roma Atalanta 2 a 0 del 29 marzo 1942, doppietta di Pantò. Con il simbolo della vittoria sul petto, scende in campo anche una volta nel campionato successivo, poi la guerra fece fermare tutto e Lui andò a giocare qualche scampolo di partite con il Montecatini.Cessate le ostilità e ripreso il campionato, Fosco Risorti torna a Roma per giocare il campionato 1945-46 con due gironi e un girone finale che affrontiamo anche noi. Non c’è più Masetti e Fosco diventa il titolare e lo sarà fino al termine del campionato di serie B 1951-52. La sua ultima gara fu la sconfitta a Piombino per 3 a 1 del 18 novembre 1951. Il campionato fu vinto e anche quello è un trofeo nazionale.La sua esperienza in maglia Romanista fu rosa all’inizio, ma finì con tante spine per le nostre stagioni dell’immediato secondo dopoguerra, con una squadra in perenne crisi economica e tecnica, ma Fosco non fece mai mancare il suo apporto, positivo. Al termine della sua militanza ha collezionato 169 gare in serie A, compreso il campionato dopoguerra, e 10 in serie B per un totale di 179 partite ufficiali, ed è un campione d’Italia. Spesso è stato anche capitano della squadra.Lasciata la capitale, va a finire la carriera nella vicina Colleferro, vincere un campionato di serie D per poi diventarne allenatore della stessa Colleferro. Sarà allenatore della squadra della Valle del Sacco in più occasioni fino al 1970 dove cessa le sue attività calcistiche. È morto a Roma, ormai diventata la sua città, nel 1995.

Auguri Campione d’Italia!