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MARCO DE MARCHI

di Roberto Reali

Marco Antonio De Marchi, nato a Milano l’8 settembre 1966. Muove i suoi primi passi calcistici a Como, senza però, fare l’esordio in campo nella stagione 1984-1985.
Nelle due stagioni successive 1985-1986 e 1986-1987 va a giocare nell’Ospitaletto in serie C2, 45 sono le presenze e 4 le reti.
Nel estate 1987 la prima svolta della carriera, passa infatti al Bologna, dove rimane per tre anni disputando ottime prestazioni che lo portano ad essere conosciuto al grande calcio. Gioca in rossoblu 72 partite e anche qui segna 4 gol. 
La Juventus 1990/1991 è affidata a Gigi Maifredi e il tecnico, decide di puntate, proprio su Marco De Marchi. La stagione bianconera però non è del tutto positiva e si conclude con 17 presenze e 0 gol.
Nella stagione successiva, arriva il passaggio alla nostra Roma, la Juventus infatti decide di cederlo in prestito. In panchina, trova Ottavio Bianchi ma anche da noi, la stagione non risulta essere positiva, totalizza solo 10 presenze. Le qualità tecniche e il fisico, non gli mancano ma forse la pressione, di giocare in piazze importanti.
Nel 1992/1993 torna alla Juventus che nel frattempo è tornata all’antico e ha riportato in panchina Giovanni Trapattoni. De Marchi colleziona 18 presenze, segnan un gol e insieme ai compagni vince il suo primo trofeo, la Coppa Uefa.
Nell’estate 1993 torna per un quadriennio al Bologna, gioca forse il miglior calcio, a conferma forse, di quello che dicevamo prima sulla piazza importante che non lo ha aiutato. Senza nulla togliere al Bologna, e con tutto il rispetto per una società storica, gli obiettivi da raggiungere erano quello della salvezza. Con le sue prestazioni, aiuta la squadra felsinea a tornare in Serie A e subito dopo, a trovare il migliore piazzamento dei rossoblu negli ultimi anni, il settimo posto.
Nell’estate 1997 il club felsineo non rinnova il contratto e l’esperto giocatore, decide di provare un’esperienza all’estero, firmando con la squadra olandese del Vitesse dove rimane per tre stagioni, 43 partite e 3 gol.
Nelle ultime stagioni, decide di continuare la sfida straniera e firma con una nostra vecchia conoscenza, la squadra scozzese del Dundee United. Alzi la mano chi non ha in mente i 2 gol di Pruzzo, il rigore di Agostino, l’arbitro che annulla 2 gol a Bruno Conti, le corse a fine partita dei nostri giocatori che prima ancora di esultare per una finale di Coppa dei Campioni raggiunta, vanno a salutare in maniera molto particolare l’allenatore avversario, che nella partita di andata ci aveva apostrofato come “Italiani Bastardi…”
Nell’estate del 2002 appende gli scarpini al chiodo e di intraprende la carriera di procuratore sportivo.