night survival essay world war 1 essay outline persuasive essays on the war in iraq free sample of cause and effect essay want teacher college essay

EUSEBIO DI FRANCESCO

di Roberto Cerrone

Eusebio Di Francesco nasce a Pescara l’8 settembre 1969 e mi piace pensare che il suo nome sia stato dato per omaggiare la pantera nera portoghese di Maputo, come l’attuale nostro mister, Eusebio Da Silva Ferreira, stella dei mondiali del 1966 in Inghilterra, 4 volte finalista di coppa Campioni, Pallone e Scarpa d’Oro, l’unico tentativo di rivalità di Pelè in quei tempi. Molti mi dicono che è proprio così, lo stesso Di Francesco.Pescara è Abruzzo, la regione e che ha dato i natali al nostro primo Presidente, Italo Foschi, eppure sono solo 6 i calciatori abruzzesi che hanno indossato la nostra maglia, Acconcia, Tontodonati, Tancredi, Tempestilli, De Sanctis e appunto Di Francesco, due di loro sono stati campioni d’Italia con la nostra maglia. Eusebio Di Francesco è stato un calciatore centrocampista di quelli da cento polmoni, non eccelso nel palleggio, tatticamente bravo e capace, con i suoi smarcamenti, a trovarsi spesso in zona gol e realizzare con una certa frequenza, qualcuno ha dimenticato il suo gol nel derby 3 a 3 del 29 novembre 1998 quando, in 10, rimontammo da 1 a 3? Non credo.La carriera di Eusebio ha come scuola quella dell’Empoli, vera università del calcio di provincia dove arrivano talenti acerbi da tutta Italia, come per esempio Montella, campione d’Italia con Lui, Di Natale o Nicola Caccia che sarà suo compagno nell’Empoli e nelle due esperienze piacentine. Esordisce in A con i Toscani ma poi gioca tante gare in B con loro come con la Lucchese prima di tornare in A, nel 1995, con la maglia del Piacenza dove gioca quasi tutte le gare e ad alto livello, è un giocatore proprio adatto per Zeman che lo porta nella parte giusta della capitale, a vestire la maglia Romanista, è l’estate 1997.Prima con Zeman e poi con Capello, gioca 4 intense stagioni da Romanista, l’ultima, quella dello scudetto, per Lui la più sfortunata a causa di un grave infortunio che lo tiene fuori per diverso tempo, intanto la Roma aveva preso un certo assetto che ci premiò con lo scudetto che appartiene, a pieno titolo, anche a Di Francesco, secondo abruzzese campione d’Italia con la nostra maglia, il primo fu Tancredi.Nella 4 stagioni da Romanista, gioca 101 gare con 14 gol in A, 13 e 2 reti in Coppa Italia, 15 in coppa Uefa, per un totale di 129 partite e 16 gol. Da Romanista, vestirà 13 volte la maglia della nazionale segnando 1 gol.Mentre festeggiamo lo scudetto, Di Francesco è ai saluti, come vedremo provvisori, e non potrà giocare la Champions, a Roma arriva un altro 100 polmoni, Lima. Nel 2001 torna a Piacenza e, alla prima occasione, ci fa gol in un Piacenza Roma 2 a 0 che sarà una ferita che risulterà mortale visto che arrivammo secondi a 1 punto dalla Juventus. Nel Piacenza sarà poi raggiunto dagli ex compagni Romanisti Mangone, Rinaldi e Gurenko. Finirà la sua carriera da giocatore a Perugia nel 2005, con un passaggio ad ancona l’anno prima.Studia da allenatore, ma è uno studente lavoratore ed eccolo entrare nei ranghi dirigenziali Romanisti come Team Manager fino a che non diventa allenatore del Lanciano nel 2008.Una buona carriera da allenatore, specie nel Sassuolo, gli aprono le porte della capitale per la terza volta, questa come Mister, è l’estate del 2017, a maggio abbiamo salutato Totti.Quanti nella nostra storia possono dire di essere stati giocatore, dirigente e allenatore? Lo stesso Giorgio Carpi, giocatore della prima Roma e dirigente di lunga durata, non può dire di essere stato anche allenatore, magari traduttore di qualche mister straniero sì.La prima stagione come Mister ha i suoi alti e bassi in campionato, comunque si arriva terzi, con tante vittorie in trasferta e troppe sconfitte in casa. In Champions League la stagione è esaltante, con l’esatto contrario del campionato, grandi vittorie in casa che pongono riparo a sconfitte esterne. La perla fu la rimonta sul Barcellona con il 3 a 0 dell’Olimpico. La semifinale con il Liverpool fu decisa da un nostro ex della stagione precedente, Salah e quanto rammarico c’è al pensiero che poteva stare ancora dalla parte nostra. La stagione successiva vede una serie di risultati negativi in un breve periodo nelle varie competizioni, Fiorentina, Lazio, Porto che fanno decidere alla società l’esonero di Di Francesco sostituendolo con Ranieri. In quel momento la Roma era 5°, finirà 6°.Questo il suo score come mister, 64 gare in campionato (35 vittorie, 16 pareggi e 13 sconfitte), 3 in coppa Italia (1 vittoria e 2 sconfitte), 20 in Champions League (10 vittorie, 2 pareggi e 8 sconfitte), per un totale di 87 gare (46 v, 18 p e 23 s). Le vittorie sono il doppio delle sconfitte, fate i vostri conti.Auguri Campione d’Italia!