school scholarship essay examples rose emily point view essay patriots american revolution essay september 11th photo essay scary essays for free the painted essay

JOHN ALIEU CAREW

di Francesco Goccia

John Alieu Carew, nato a Lorenskog in Norvegia il 5 settembre 1979.
Inizia a giocare nella squadra della sua città il Lorenskog con la quale vince un torneo giovanile. A soli 16 anni, viene acquistato dal Valerenga; in Norvegia, gioca per tre stagioni. Le prime due proprio nel Valerenga dove totalizza 37 partite e 24 gol, la terza invece la gioca nel Rosenborg con 22 presenze e 17 gol.
Sono numeri importanti che lo portano alla ribalta delle cronache e il Valencia decide di acquistarlo nel 2000-2001, un anno che per noi romanisti non potrà mai essere, come gli altri. Forse, anche se a distanza, questo poteva già essere un segnale, sul fatto che prima o poi, le strade di Carew e della Roma si sarebbero trovate. 
Nella Liga, il giocatore norvegese gioca tre campionati con 84 partite e 20 gol. Vince una Liga e disputa con il Valencia una finale di Coppa dei Campioni, persa allo stadio San Siro, solamente ai calci di rigore contro uno squadrone come il Manchester United di Sir Alex Ferguson.
Fabio Capello nella stagione 2003-2004 decide che è il giocatore giusto per completare il reparto offensivo e dunque il gigante norvegese 1,93 cm per 88 kg. si lega alla Roma.
È un ragazzo umile, questo piace subito al tifoso giallorosso che lo prende a ben volere, anche per il suo modo di porsi. Sempre allegro, sorridente, quando entra in campo dà sempre tutto quello che ha dentro, senza mai risparmiarsi. Il suo esordio con la nostra maglia arriva il 14 settembre in Roma-Brescia 5-0. 
Capello schiera la seguente formazione: Pelizzoli, Zebina, Samuel, Chivu, Mancini, De Rossi, Emerson, Lima, Totti (82’ Tommasi), Cassano (60’ Delvecchio), Montella (69’ Carew).
Carew entra con la Roma avanti 4-0 ma scalda subito la tifoseria con un paio di accelerazioni. A due minuti dalla fine, il direttore di gara Pieri, fischia un calcio di rigore, i compagni, in particolare Chivu che era il rigorista decretato, gli lasciano il pallone. Lui, che non era rigorista nel Valencia, si prende il pallone in mano, lo sistema sul dischetto e lo calcia con violenza in porta. Esordio e primo gol con la Roma, come dirà nel post partita “Perfect Day”.
Con la Roma, mette insieme 20 presenze e segna 6 gol. Quando lui segna, in campionato, la Roma vince sempre (Roma-Brescia 5-0, Roma-Reggina 2-0, Roma-Lecce 3-1, Roma-Sampdoria 3-1, Roma-Chievo 3-1, Roma-Empoli 3-0) è una sorta anche di portafortuna giallorosso. 
Jhon-Jhon, così era chiamato dai tifosi, ha instaurato uno splendido feeling con la gente, restano negli occhi tante immagini di questo gigante buono, ma due su tutte. La sua esultanza sotto la Curva Sud dopo il gol alla Reggina, in cui prende a calci un secchio pieno d’acqua e lo fa volare in cielo, per poi esultare con Danielino De Rossi… e un’altra dopo il gol segnato al Lecce, in cui decide di esultare con i tifosi della Sud, prendendo in braccio un giovane raccattapalle, tale Daniele D’Orazio, che oggi mentre scriviamo, è sicuramente diventato uomo…
Terminata la carriera di calciatore, Carew ha intrapreso quella di attore cinematografico. Dopo un primo film non fortunatissimo, un thriller/horror “Dead of Winter” ha continuato ed è diventato un ottimo attore. Tra le sue migliori interpretazioni, quella da calciatore (ovvio) nella serie “Heimebane” che racconta la storia di Helena Mikkelsen, prima allenatrice della massima divisione norvegese. Questa serie ha avuto talmente tanto successo, da essere candidata al festival di Berlino. 
Questo enorme successo, è servito a Carew per essere poi chiamato a lavorare in “Maleficient 2” nel film interpretato da Angelina Jolie. 
Insomma John-John dal campo al cinema ma sempre come protagonista.