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ANTONIO VALENTIN ANGELILLO

di Roberto Cerrone

Antonio Valentin Angelillo, nato a Buenos Aires il 5 settembre 1937, centravanti con il passo della mezzala, uno del trio degli Angeli della faccia sporca, quelli che rifacendo il titolo di un famoso film del 1938, batterono il Brasile nel 1957 nella Coppa America. Gli altri due, sono Maschio e Sivori, tutti hanno una carriera in Italia e spesso si incrociano tra loro, provenienti da tre squadre diverse dell’Argentina. Antonio viene prelevato dal Boca Junior, nello stesso 1957, dall’Inter del suo concittadino Helenio Herrera. Con i Biscioni gioca 4 stagioni e in serie A segna 68 gol in 113 gare, una media impressionante che lo fanno ancora detentore del record nei campionati a 18 squadre (quello del 1958-59 con 33 realizzazioni). Per lui, un gol a partita visto che salta una gara di quella stagione. Ricordiamo che il Romanista Guaita è recordman per i campionati a 16, mentre Higuain in quello a 20. Ma Antonio Valentin è uomo dal pensiero libero e non concilia con Herrera, che invece ha teorie rigide nel calcio, dove secondo lui, tutti devono giocare per la squadra. In più viene associato a frequentazioni con donne dello spettacolo e per quei tempi, è quasi uno scandalo, poi si sa Helenio Herrera non amava altri galletti nel suo pollaio. Dopo 4 stagioni, nel 1961, prende la via della capitale. È un gran colpo anche se la vena realizzativa di Angelillo si è un po’ assopita ma la sua immensa classe è sempre ai suoi piedi. L’acquisto lo mette a segno il presidente Anacleto Gianni, trova Carniglia come allenatore, Losi è il capitano, ci sono gli altri “gauchos” Lojacono e Manfredini e giovani che stanno per emergere come De Sisti. Ghiggia, Panetti e Selmosson sono andati via, ma l’attenzione dei tifosi Romanisti è rivolta alla disputa della finale di coppa Città delle Fiere, da giocarsi con gli Inglesi del Birmingham. Il campionato inizia il 27 agosto 1961, Angelillo fa il suo esordio subito alla prima giornata nella vittoria a Udine per 3-1, vanno a segno i suoi connazionali Manfredini, (doppietta) e Lojacono. Il primo gol di Valentin, anzi la sua prima doppietta, arriva alla quarta giornata nella vittoria per 5-2 con il Palermo. La Roma è rodata al punto giusto e va a giocare la finale d’andata di Coppa, a Birmingham il 27 settembre. Angelillo è in campo, la partita termina con un pareggio per 2-2, dopo che siamo stati anche avanti nel punteggio 2-0 con doppietta di Manfredini. Il ritorno si gioca all’Olimpico e Valentin è ancora titolare, si vince 2-0 con reti di Pestrin e autorete di Farmer. Losi può alzare quel trofeo prestigioso, prima squadra italiana a farlo. Angelillo è protagonista, pur non giocando nella doppia finale (la seconda era ripetizione della prima) con il Torino, della nostra prima vittoria in coppa Italia stagione 1963-64 (con la finale giocata nell’ inizio della stagione successiva). La stagione 1964-65 è l’ultima di Angelillo con la Roma, lascia, insieme a Manfredini, dopo aver giocato 106 gare e 27 gol in serie A, 8 gare in coppa Italia e 24 partite con 4 gol in coppa delle Fiere. Un totale di 138 maglie indossate e 31 gol. In quei tempi avevano un certo spessore altre competizioni, che per onore delle statistiche vogliamo ricordare, Coppa delle Alpi 8 presenze e 6 gol, con tripletta di Angelillo nella vittoria a Zurigo in casa Grasshoppers per 7-1. Poi nel 1961 si gioca una coppa dell’Amicizia per i 100 anni dell’Italia e Valentin segna 3 gol in 6 gare. Angelillo gioca da Romanista una delle due gare disputate con la maglia della nazionale italiana e come Romanista farà il suo primo e unico gol azzurro, vittoria su Israele per 6-0. Antonio Valentin Angelillo, fu un giocatore molto amato nella tifoseria, proprio in questi giorni, con altri amici, abbiamo ricordato un nostro compagno di scorribande Romaniste, Venerio, sono 30 anni che ci ha lasciato ma lo voglio citare perché uno dei suoi figli, Valentino, ha questo nome proprio perché Angelillo, pochi giorni prima della nascita, fece 3 gol alla Fiorentina. È amore per la maglia anche questo. Dopo la Roma, Angelillo va al Milan, poi al Lecco, di nuovo al Milan dove vince il suo unico Scudetto, con solo 3 partite giocate e 1 gol, a fianco di ex compagni Romanisti come Cudicini, Schnellinger, Malatrasi e Sormani. In quel Milan, il massimo realizzatore è Pierino Prati che poi farà la strada inversa. Termina la carriera con il Genoa per poi iniziare quella da allenatore, inizialmente allenatore-giocatore, con l’Angelana, squadra giallorossa di una frazione di Assisi, poi tante squadre delle serie minori con qualche soddisfazione con Pescara e Arezzo e facendo anche una puntata nel massimo calcio del Marocco. Ci ha lasciato il 5 gennaio 2018 a Siena.