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BOJAN KRKIC

di Claudio Rossignoli

Era l’estate 2011 e come ogni luglio, tanti tifosi romanisti si trovavano al seguito della nostra Roma per i monti del Trentino (quell’anno erano precisamente a Brunico) per passare qualche giorno al fresco in buona compagnia. Tutti quegli appassionati erano molto curiosi di vedere all’opera l’Hombre vertical arrivato da Barcellona: Luis Enrique. Allenatore emergente fortemente voluto da Walter Sabatini per dare quel cambio di passo che un po’ tutti volevano. Allenatore giovane, alla prima esperienza in prima squadra, ma pur sempre cresciuto, come Mister, nella cantera blaugrana dove aveva ottenuto ottimi risultati, il Mister piacque subito ai presenti per le sue innovazioni che potevano apprezzare negli allenamenti. A Sabatini chiese essenzialmente alcuni giocatori per aiutarlo nel far applicare alla squadra i suoi schemi. Giocatori giovani con cui aveva lavorato nel Barcellona. Ragazzi promettenti. In particolare 2 elementi: un terzino destro, José Angel, ed un attaccante di cui si parlava molto bene: Bojan Krkić. Spagnolo ma di chiara origine Serba (il padre era un calciatore, attaccante, che ha militato in diverse squadre tra le quali la Stella Rossa e poi l’OFK di Belgrado), classe ’90, all’epoca arrivò in giallorosso a soli 20 anni (compì il suo 21° un mese dopo). Il Barcellona inizialmente non avrebbe voluto in alcun modo privarsi di questo ragazzo molto promettente. Si pensi che nel 2010 era stato inserito nella lista dei migliori calciatori nati dopo il 1989 stilata da Don Balón. Nell’ottobre del 2011 il quotidiano di LleidaSegre ne rivelava la parentela con Messi: i due sarebbero cugini di 4º grado. Entrò a far parte del club catalano il 13 luglio 1999, confermando subito le sue doti realizzative a suon di record. Grazie a un metodo utilizzato nella canteradel Barcellona, sull’esempio dell’Ajax, giocava sempre in categorie superiori a quella della sua età, abituandosi, come tutti i giocatori di maggior prospetto, a giocare contro avversari più forti fisicamente. A suon di record si mise in risalto durante la sua crescita professionale e la dirigenza blaugrana iniziò a intravedere in lui un nuovo fenomeno. Debuttò nella Liga il 16 settembre 2007 contro l’Osasunanello stadio Reyno de Navarra. Il 22 settembre, nella partita contro il Lionedivenne, a 17 anni e 25 giorni, il più giovane esordiente nella storia della Champions League. Il 20 ottobre, contro il Villarreal, conquistò altri due primati di precocità della storia del Barça: divenne il titolare più giovane e, grazie al gol segnato, è, a 17 anni e due mesi, il più giovane marcatore nella Liga, battendo il precedente record detenuto da Lionel Messi. Il 24 novembre segnò il suo primo gol al Camp Noudiventando il più giovane giocatore del Barça a segnare nello stadio di casa. Il 23 marzo 2008, contro ilValladolid, realizzò la sua prima doppiettain prima squadra, fornendo anche due assist per il 4-1 finale degli blaugrana, decidendo la partita. Il 1º aprile arrivò anche la prima rete in Champions League, nell’andata dei quarti di finale contro lo Schalke 04, che lo fece diventare il secondo più giovane marcatore nella storia della Champions, dietro il solo ghanese dell’OlympiakosPeter Ofori-Quaye, che nel 1997 andò a segno all’età di 17 anni e 195 giorni, 22 giorni in meno di Bojan. Il Barcellona, come sua abitudine, decise a questo punto di blindare il ragazzo con uno di quei contratti da superstar: contratto fino alla fine della stagione 2015 e clausula rescissoria da 100 milioni di euro…. Insomma il buon Sabatini ebbe un bel da fare per convincere i catalani a lasciarlo partire. Alla fine trovarono l’accordo: Il 22 luglio 2011 Bojan passò alla Romaper 12 milioni di euro. L’operazione prevedeva il diritto di riscatto da parte del Barcellona al termine della stagione sportiva 2011-2012 per una cifra pari a 17 milioni di euro o l’obbligo nel 2012-2013 per 13 milioni; la Roma, comunque, si riservava la facoltà di bloccare il giocatore versando ulteriori 28 milioni, per un totale di 40 milioni di euro.

Inutile dire che l’attesa tra i tifosi presenti in ritiro era spasmodica…. Quando fece il suo primo ingresso sul  campo di allenamento di Brunico si levò un applauso da parte di tutti i presenti. Gli occhi e le macchine fotografiche erano tutte per lui. Lasciò un po’ perplessi i presenti la sua conformazione decisamente minuta ma a consolarli era il pensiero al “cugino” Messi anche lui decisamente minuto. Per tutto il periodo della preparazione estiva cercarono di carpire, nelle sue movenze ed atteggiamenti, le stigmate del predestinato. Cosa che, purtroppo, nemmeno il resto dei tifosi con il passare del tempo ha mai colto. Bojan scelse la maglia numero 14. Esordì ufficialmente il 18 agosto 2011 nella sconfitta per 0-1 contro lo Slovan Bratislava, partita d’andata del terzo turno di Europa League.  L’11 settembre 2011 debuttò anche in campionato nella gara contro il CagliarialloStadio Olimpico, persa per 1-2. Il 1º ottobre 2011 segnò il suo primo gol ufficiale con la maglia giallorossa contro l’Atalanta, nella partita vinta 3-1 dalla Roma. La squadra scese in campo col classico 4-3-3 di stampo madridista. La formazione iniziale vide scendere in campo Lobont; Rosi, Burdisso, Heinze, Josè Angel; Simplicio, De Rossi, Pjanic; Bojan, Totti, Osvaldo. La partita si presentava delicata; l’Atalanta di Colantuono, infatti, arrivava da un buon momento e rappresentava un difficile ostacolo da superare. Nei primi minuti, infatti i nerazzurri crearono un paio di occasioni pericolose sventate dalla retroguardia capitolina. Al 20′ fu proprio Bojan a portare in vantaggio i giallorossi raccogliendo un lancio lungo da disimpegno. Dopo un ottimo controllo del pallone infilò l’incolpevole Consigli. La partita si concluse 3-1 con le reti di Osvaldo (al 30′), Denis, in avvio di ripresa per il momentaneo 2-1 e Simplicio al minuto 80 che mise al sicuro la vittoria. Bojan chiuse la stagione con 7 gol all’attivo, tra cui, particolarmente pregevole fu quello segnato il 5 febbraio 2012 contro l’Inter, che mise fine alla partita sul 4-0 per la squadra della capitale. Bojan smarcò numerosi giocatori nerazzurri prima di mettere il pallone alle spalle di Júlio César. Lo spagnolo terminò la stagione con un totale di 37 presenze e sette reti tra tutte le competizioni.Fu la delusione più grande proprio per le grandi, forse troppo pesanti, aspettative che si riversavano sulle sue giovani spalle. L’estate successiva venne ceduto al Milan con la formula del prestito oneroso con diritto di riscatto e contro riscatto sempre da parte del Barcellona. Qualche infortunio di troppo minò quella stagione ed a fine campionato dovette far ritorno a Barcellona. Da lì ha iniziato a girare molte squadre: Ajax, Stoke City, Magonza, Alaves. Oggi, compie 30 anni e gioca nel campionato canadese con il Montreal Impact. Le enormi aspettative su quel giovane ragazzo probabilmente hanno pesato in maniera negativa su di lui. In tantissimi conoscitori di questo sport erano pronti a scommettere sulla sua esplosione ed un futuro stellare. Purtroppo questa non è mai arrivata. Adesso, magari, potrà giocare il suo calcio senza troppe pressioni. Auguri, Bojan Krkić Pérez.