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GIACOMO LA ROSA

di Francesco Leone

Giacomo La Rosa, nato a Messina il 25 agosto 1946. Cresciuto nelle giovanili della squadra dello stretto fa il suo esordio in prima squadra nella stagione 1965-1966 (campionato di serie B. L’avventura con i peloritani prosegue fino alla stagione 1968-1969 (complessivamente 88 presenze e 19 gol). Nella stagione successiva fa il grande salto dalla serie C alla Serie A trasferendosi alla ROMA (nella quale gioca per tre campionati consecutivi, i primi due sotto la presidenza Marchini, il terzo con Presidente Gaetano Anzalone). Di ruolo ala destra, schierato talvolta a sinistra (esterno offensivo nel calcio post-moderno), dotato di una buona tecnica di base e di una discreta attitudine a dribblare l’avversario, era soprannominato il Sivori di Messina, forse, anche, per la peculiarità di giocare, come la mezza punta argentina, con i calzettoni abbassati. Con la maglia della AS ROMA fa il suo esordio nel campionato di serie A il 30 novembre 1969 contro il Torino, schierato nell’undici titolare dal mago Herrera (risultato finale 0-0). In quella stagione totalizza tre presenze senza alcuna rete. Nella stagione successiva (1970-1971) scende in capo in quattro occasioni segnando anche il suo primo goal in serie A, e con la maglia della Roma, nell’ultima giornata di campionato, disputata contro il Milan davanti a oltre cinquantamila spettatori e terminata sul punteggio di 1-1. Quel giorno la squadra giallorossa era guidata dalla panchina da Luciano Tessari che in quella stagione subentrò in corso -alla venticinquesima giornata- ad Herrera e che, in seguito, divenne il secondo del barone Nils Liedholm. Sempre in quella stessa partita, le cronache dell’epoca raccontano della doppia espulsione, per reciproche scorrettezze, di Ciccio Cordova e di Romeo Benetti. Il campionato 1971-1972 (che vide il ritorno sulla panchina giallorossa di Herrera), l’ultimo disputato da Giacomo La Rosa con la maglia della Roma, è stato anche quello in cui fece registrare il maggior numero di presenze in stagione, dodici, condite da ben tre reti, tutte segnate, tra l’altro, all’Inter. La prima delle tre, alla quarta giornata di campionato (31 ottobre 1971), inaugurò le marcature nel successo della Roma all’Olimpico -davanti ad ottantamila spettatori- per 3-1 (gol di La Rosa all’undicesimo minuto – di Cappellini e Salvori gli altri gol romanisti). La Rosa, peraltro, si ripete nella gara di ritorno a San Siro, siglando addirittura una doppietta decisiva che vale il 2-2 finale. E’ annotato che al termine di quella stagione la Roma si aggiudicò il torneo Anglo-Italiano, battendo in finale (nella quale La Rosa non giocò) la formazione inglese del Blackpool per 3-1 con reti di Cappellini, Scaratti e Zigoni (Roma, Stadio Olimpico, 24.6.1972). In quella competizione la Roma affrontò anche le squadre britanniche del Carlise e dello Stoke City (seconda squadra di calcio professionistico più vecchia d’Inghilterra, fondata con il nome di Stoke Ramblers, nel 1863). L’altra squadra italiana presente nel girone della Roma era il Catanzaro, che il quella stagione disputò -prima squadra calabrese in assoluto- il suo primo campionato di Serie A.
All’alba di quella stessa stagione, il nostro Giacomo venne schierato nella formazione iniziale scesa in campo nell’amichevole precampionato, disputata domenica 22 agosto 1971 allo Stadio Olimpico, e terminata con il punteggio di 1-1. Resta, quella, una delle rarissime apparizioni della Roma con la maglia a strisce verticali giallorosse, utilizzata nel solo precampionato di quella stagione ed in seguito accantonata, pare, per ragioni scaramantiche, in seguito ai risultati deludenti.
Alla fine di quel campionato si conclude anche l’esperienza romanista di Giacomo La Rosa (totale di 19 presenze con 4 gol) che nella stagione successiva (72-73) si trasferisce, per una fugace apparizione, al Varese in serie B (6 presenze, nessuna rete), prima di approdare, nell’ultimo giorno del mercato cosiddetto di “riparazione”, in quei tempi tenuto nel mese di novembre, all’altra squadra della Capitale.
Nella stagione successiva (73-74) ritorna il Serie B con la maglia del Palermo dove disputa una stagione molto positiva con 15 reti all’attivo in 28 presenze, che gli valgono il titolo di vice capocannoniere del campionato cadetto ed il premio Chevron Sportsman dell’anno. La stagione successiva, sempre con la maglia del Palermo, è meno fortunata (22 presenze e sei marcature). Nell’estate del 1975 si trasferisce al Catanzaro del Presidentissimo Nicola Ceravolo e di mister Gianni Di Marzio (papà, tra l’altro, del noto giornalista SKY, esperto di calciomercato, Gianluca). Con i giallorossi calabresi vive una stagione positiva contribuendo con 17 presenti e 3 reti alla seconda storica promozione del Catanzaro in Serie A. Tra i compagni di avventura di La Rosa si ricordano il capitano Claudio Ranieri (per il quale ogni presentazione sarebbe del tutto superflua), il difensore Roberto Vichi (cresciuto nelle giovanili della Roma), il portiere Giorgio Pellizzaro (allenatore dei portieri della Roma con Ranieri allenatore nel biennio 2009-2011), ed il mitico bomber Massimo Palanca. In quel campionato il Catanzaro guadagnò la promozione classificandosi al terzo posto dietro, nell’ordine, a Genoa e Foggia. Protagonisti indiscussi della strepitosa cavalcata genoana furono due giovanissimi Bruno Conti e Roberto Pruzzo, Il bomber di Crocefieschi siglò ben diciotto marcature, vincendo la classifica dei cannonieri a pari merito con Giuliano Musiello (che in quel campionato militava nell’Avellino e che si trasferì, nella stagione successiva, proprio alla Roma).
Al termine di quella stagione La Rosa fu ceduto dal Catanzaro al Brindisi (Serie C), dove si fermò pochissimo; nel mese di novembre, si trasferì, al Pescara, dove vince il suo secondo, consecutivo, campionato di serie B siglando 8 reti in 29 presenze. L’anno successivo (77-78) fa il suo ritorno nel campionato di massima serie, sempre con la maglia del Pescara, scendendo in campo in otto occasioni e realizzando un gol. Quella fu la sua ultima stagione giocata ad alti livelli. Nel campionato 1978-79 si trasferisce in serie C1 alla Salernitana (19 presenze 4 gol). Nella stagione 1979-80 scende ancora di categoria -campionato di serie C2 girone C- al Civitavecchia (dove realizza ben venti gol in ventisette presenze, vincendo il titolo di capocannoniere). Nell’estate del 1980 accetta la proposta del Banco di Roma che lo ingaggia come calciatore e gli garantisce anche un posto di lavoro come dipendente. Laureato in Economia e Commercio, diventa funzionario e si stabilisce definitivamente a Roma dove nel frattempo si è sposato e ha avuto due figli. Nel Banco di Roma gioca per due stagioni: nella prima realizza 12 reti in 32 partite, nella seconda (1981-1982), ultima della sua carriera, realizza tre reti in dodici presenze.