urdu websites essays watergate essay thesis an essay about my hero nelson mandela why do you want to be a teacher free essay

FERNANDO EUSEBIO

di Fabrizio Grassetti

Fernando Eusebio, nato a Rimini il 23 agosto 1910. 
Il luogo anagrafico di nascita, fu per lui motivo di cruccio. Si sentiva infatti romano a tutti gli effetti.
E’ vero che era nato a Rimini ma solo per motivi contingenti. La sua famiglia, tutta capitolina, subito dopo la nascita lo aveva portato Roma, dove poi era sempre rimasto a vivere.
Dopo che Il Littoriale, per le sue brillanti prestazioni, gli aveva assegnato un riconoscimento come ”Giocatore romano emergente“ qualche invidioso, eccepì che Eusebio era nato a Rimini, ottenendo che restituisse il premio. L’episodio lasciò una profonda amarezza nel calciatore.
Eusebio iniziò a giocare seriamente a pallone al Motovelodromo Appio, nell’Alba. Portato da un amico, era stato sottoposto con esito negativo ad un provino nel ruolo di portiere. Su insistenza dello stesso amico, ripetè il provino come attaccante. La sua prova fu così convincente che al termine della prestazione, la Società albina gli fece firmare il cartellino.
Nella stagione 1928-1929, l’attaccante dotato di velocità, buona tecnica e di un discreto fiuto del gol, passò alla Roma, rimanendo poi in giallorosso fino al 1934.
Con i lupi, nel suo primo campionato nazionale, non ancora a girone unico, il diciottenne disputò solo due partite: da mezzala destra, quella dell’esordio del 31.3.1929 Roma-Novara 4-0 alla ventunesima giornata e da mezzala sinistra, quella successiva in trasferta a Padova.
La Roma allenata da Garbutt e capitanata da Ferraris IV, rinforzata dagli acquisti tra gli altri di Bernardini, Volk, D’Aquino, Barzan, Benatti, si classificò terza, superata solo dal Milan e dal Torino, laureatosi poi campione d’Italia.
Nel torneo successivo 1929-1930, divenuto campionato nazionale serie A, Mister Burgess, che aveva sostituito all’ottava giornata l’allenatore Baccani, schierò in campo Eusebio in 5 partite, nelle quali il calciatore mise a segno 3 reti. Violò la porta del Livorno il 25 maggio 1930 (Roma-Livorno 2-0) e per due volte quella del Modena alla ventinovesima giornata (Roma-Modena 4-2).
Condivise il peso dell’attacco con Oreste Benatti (9 reti), Arturo Chini Luduena (13 reti), Luigi Ossoinach (3 reti) e Rodolfo Volk (21 reti).
La Roma, con il secondo attacco del campionato – 73 gol, si classificò sesta.
Chiuso da mostri sacri quali Costantino, Chini e Volk e dalla vena realizzatrice della mezz’ala Fasanelli – complessivamente i quattro segnarono 65 gol! – Eusebio scese sul terreno di gioco in campionato in 5 gare, segnando 2 gol. 
Giocò da centravanti in Pro Vercelli-Roma 0-3 ( Un gol al 27 minuto del 1 t.), da mezz’ala sinistra in Roma-Livorno 7-1 ( un gol al 22 minuto del 1 t. ), ancora da mezz’ala sinistra in Roma-Pro Vercelli 5-0, sempre da mezz’ala sinistra in Legnano-Roma 0-0 e da ala sinistra in Brescia-Roma 3-2.
La Roma, nonostante il maggior numero di reti segnate, 87 contro 79, ed il minor numero di reti incassate, 31 contro 37, rispetto alla Juventus, battuta a Testaccio con un sonoro 5-0 e la perfetta media inglese tenuta, si classificò seconda dietro gli Juventini, vincitori del primo dei cinque scudetti consecutivi poi conquistati.
Nella stagione la partita amichevole più importante che Eusebio disputò fu quella a Testaccio. contro lo Slavia di Sofia terminata 5-0 per i lupi.
Nel campionato 1931-1932, Eusebio annoverò 10 presenze. Mise a segno un solo gol ma, come si leggerà, di grande importanza.
Il 6 dicembre 1931 la Roma, imbattuta nei derby, affrontò la Lazio per la quinta volta. Scesa sul terreno di gioco di Testaccio con Masetti, Nicolich, Bodini, Ferraris IV, Bernardini, D’Aquino, Costantino, Fasanelli, Volk, EUSEBIO, Chini, piegò la Lazio per 2-0. Le reti giallorosse furono di Volk al 1 minuto del 2 t. ed al 7 minuto sempre del 2 t. di FERNANDO EUSEBIO, che “segnò il gol tramite un siluro che il portiere neanche vide“. Fu il gol della sicurezza.
Al ritorno, assente Eusebio, la Roma vinse anche in trasferta contro la stessa Lazio per 4-1.
Il punteggio complessivo dei Derby, pertanto, recitò: vittorie della Roma 4, pareggi 2, vittorie della Lazio nessuna.
La squadra terminò il campionato, condotto con bravura, terza in classifica, preceduta dal Bologna e dalla Juventus, comunque battuta a Roma per 2-0 grazie a due reti di Fulvio Bernardini.
Il campionato 1932-1933 fu quello che diede le maggiori soddisfazioni ad Eusebio.
Particolarmente apprezzato dall’allenatore Lajos Kovacs, che alla settima giornata era subentrato a Janos Baar, scese in campo in 18 giornate di campionato, segnando 9 gol, con una media quindi di una rete ogni due partite. L’attaccante superò i portieri della Fiorentina (Roma-Fiorentina 4-2), del Napoli (Napoli-Roma 1-2), della Lazio, (Roma-Lazio 3-1), del Palermo due volte (Roma-Palermo 3-0), del Torino tre volte (Roma-Torino 7-1) e della Pro Vercelli (Pro Vercelli-Roma 3-1).
Diverse tra queste reti furono importati, ma, dovendo scegliere, abbiamo selezionato i gol di Eusebio al Napoli, alla Lazio ed i tre al Torino.
La prima vittoria della Roma a Napoli, realizzata anche grazie ad una prodezza di Eusebio, merita poi di essere diffusa e, conseguentemente, si riporta quanto scritto sul libro “STORIA ILLUSTRATA DELLA ROMA” di Ezio Saini. La lettura aiuterà a far conoscere meglio il carattere che contraddistingueva i calciatori giallorossi di Testaccio e l’amore sconfinato che i tifosi giallorossi hanno sempre avuto per la fantastica Roma.
“Si era alla vigilia della dodicesima giornata: la Roma doveva scendere a Napoli per il classico derby meridionale. Al campo Ascarelli i lupi non avevano mai vinto…….
Accompagnati da Biancone e Kovacs gli atleti si ritirarono ad Ostia, dove il trainer poteva averli tutti sotto mano più facilmente. Fu messo a disposizione un villino affacciato sul mare. Dobbiamo battezzare questa casa, propose Masetti, e che sia un battesimo di buon augurio! Ferraris suggerì di chiamarlo il villino della fortuna. Si svolse una specie di cerimonia ufficiale. In fretta e furia si trovò uno scalpellino, che incise su una targa di pietra le fatidiche parole augurali. Quando Masetti gli chiese quanto volesse per il suo lavoro, l’artigiano rispose ridendo: Per la Roma lavoro gratis, purchè vinca a Napoli.
I lupi si misero in fila indiana, al fondo del viale che portava alla casa. Costantino era in testa, con la lapide in mano. Giunti, tutti al passo davanti alla facciata, si fermarono quando Kovacks gridò seccamente ALT. Poi affissero la lapide, come esperti muratori. Poco prima che la squadra desse inizio al viaggio per Napoli, giunse ad Attilio una cartolina scritta da mano infantile. Era un suo nipotino che ci teneva a fargli gli auguri. Caro zio Attilio, ti voglio tanto bene, ma te ne vorrò molto di più se domenica vincerai a Napoli.
Il 18 dicembre 1932 fu una grande giornata sportiva, che diede vita ad una contesa cavalleresca e brillante. La Roma vi ottenne una della sue più lusinghiere affermazioni, riuscendo a piegare gli undici di Sallustio per 2-1. Anche l’ostico campo Ascarelli fu così espugnato. EUSEBIO e Volk infilarono i due gol nella rete di Cavanna. Cinquemila romanisti, convenuti a Napoli ebbero la soddisfazione di presenziare a questo grande successo. C’era anche il Presidente Sacerdoti.
Non si esagera dicendo che il ritorno degli atleti a Roma, dopo il successo all’Ascarelli, fu trionfale. Il macchinista aveva al collo un gran fazzoletto giallorosso, i finestrini del treno erano tutti imbandierati. A pochi chilometri dall’arrivo il capotreno avvertì che la stazione Termini era gremita di tifosi in attesa della squadra”.
Il 26 marzo 1933, dopo il 2-0 per la Roma, la Lazio al 32 minuto del secondo tempo riuscì a ridurre le distanze. La Roma, per nulla impaurita, si riportò subito all’attacco ed a 4 minuti dalla fine dell’incontro, su cross di Costantino, EUSEBIO riuscì a realizzare la rete del definitivo 3-1.
Fernando Eusebio riuscì anche a compiere la prodezza di realizzare una tripletta in una partita di campionato. Il 28 maggio 1933 a Testaccio, il Torino venne seppellito sotto una valanga di gol da parte di una Roma scatenata.
EUSEBIO, Fasanelli, Bernardini, EUSEBIO, Fasanelli, Costantino ed EUSEBIO segnarono i sette gol romanisti dopo che i granata erano passati in vantaggio con una rete di un certo Prato.
Per completare l’intensa attività svolta nella stagione dal “romano” Fernando,
ricordiamo che lo stesso partecipò anche al Torneo di Natale, che vide la Roma scontrarsi con le squadre del Losanna Sport (2-0 per i giallorossi con reti di Scaramelli e d EUSEBIO) e del Monaco 1860 ed alla tournée in Jugoslavia, conclusasi con tutte vittorie romaniste con lo stesso risultato di 2-1. Vittorie ottenute contro le compagini della Rappresentativa di Zagabria, della S.K. Jugoslavia e del Beogradsky (vincitrice del campionato jugoslavo).
La stagione 1933-1934 iniziò per la Roma con una vera rivoluzione.
Tra le numerose cessioni si registrarono quelle di D’Aquino, Fasanelli, Lombardo, Mattei e Volk.
Per contro vi furono gli acquisti di Guaita, Scopelli, Stagnaro, Tomasi, Callegari e del giovane Liberati prelevato dalla Fortitudo.
Con gli arrivi dei tre argentini e di Tomasi lo spazio per Eusebio diminuì. Il nuovo allenatore Luigi Barbesino lo impiegò, comunque in 11 partite, nelle quali l’attaccante realizzò 3 gol. Andò a segno in Casale-Roma 0-2, in Roma-Pro Vercelli 2-0 ed in Roma-Palermo 2-1.
Delle sue 11 presenze da ricordare è quella del 1 novembre 1933, quando, all’ottava giornata di campionato, l’attaccante scese sul terreno del già mitico Campo Testaccio all’ala sinistra nel derby vinto dalla Roma per 5-0. Risultato che ad oggi è ancora il migliore di sempre ottenuto dai giallorossi. Per Eusebio fu l’ultima stracittadina giocata..
Per la cronaca la Roma, segnando 56 gol contro i 58 dell’anno precedente, confermò il quinto posto in classifica.
La stagione 1934-1935 fu l’ultima per Fernando Eusebio in giallorosso. Offuscato dalla stella splendente di Enrique Guaita, che risultò con 28 reti il capocannoniere del campionato,
Eusebio vide il campo solo in cinque occasioni. Contro la Fiorentina, il Brescia, il Napoli e la Sampierdarenese venne schierato all’ala sinistra, contro l’Ambrosiana all’ala destra.
La carriera di Eusebio nella Roma si concluse con 55 presenze e 18 reti in partite ufficiali.
La stagione 1935-1936 la trascorse in serie B con la Pistoiese con la quale realizzò 8 reti nelle 29 gare giocate.
In quella successiva indossò in 20 partite la maglia della Mater, segnando 8 gol.
Terminata la carriera si è dedicato con successo ad attività imprenditorial.
Agli inizi degli anni 90, lo storico della Roma Massimo Izzi ha registrato una lunga intervista di Fernando Eusebio, che ci ha lasciato il 15 febbraio 1997. Nel prezioso documento sono raccolti episodi inediti d un calcio che non c’è più.