narrative essays on accidents proposing solutions essay brilliant essay ideas kodikatha kumaran essay in tamil

ERMES BORSETTI

di Fabrizio Grassetti

Ermes Borsetti, secondo fonti minoritarie, sarebbe nato a Vercelli il 25 agosto 1913. Da accertamenti più approfonditi, è possibile affermare che la data di nascita esatta è invece quella del 22 agosto 1913. 
L’ala ambidestra, con la Pro Vercelli, nel 1934 ha esordito vittoriosamente in serie A contro la Lazio, superata per 2-0.
Biglietto da visita che agli occhi dei tifosi romanista non poteva essere migliore.
Con la gloriosa squadra piemontese, che ricordiamo dal 1908 al 1922 vinse 7 campionati italiani, disputò dal 1933 al 1935 due campionati nei quali fu presente complessivamente in 30 partite, realizzando 3 gol.
Altro “ titolo di merito “, per i tifosi giallorossi, fu che, nelle tre gare giocate contro la Roma, Borsetti, tutte le volte impiegato da mezzala sinistra, uscì sempre sconfitto.
Nel campionato 1933-1934 Pro Vercelli- Roma finì 1-2, con doppietta di Scopelli e gol di Borsetti per i piemontesi, poi rivelatosi indolore per i romani.
Nel campionato successivo 1934-1935 la Roma vinse entrambe le partite contro con il futuro giallorosso in campo avverso ( Roma- Pro Vercelli 3-2 a Testaccio e Pro Vercelli-Roma 1-4 in casa dei piemontesi ).
Borsetti giocò poi due campionati di serie A con la Fiorentina, che lo utilizzò prevalentemente all’ala. 48 furono le gare nelle quali scese in campo e 12 i gol messi a segno. 
Nel 1937 il calciatore, mentre si trovava in viaggio di nozze, venne a conoscenza dai giornali di essere stato acquistato dalla Roma. Prese la notizia come un importantissimo regalo nuziale.
Il calciatore, velocissimo – correva i ceno metri in undici secondi -, trasformatosi ormai da mezzala in ala vecchio stampo, era abilissimo nel crossare e nel tirare in porta. Uno dei suoi numeri preferiti era quello ” di scappare lungo la linea dell’out portando avanti il pallone in palleggio”.
Nel campionato 1937-1938, con Danilo Michelini ( 16 gol ) ed Oliviero Mascheroni ( 8 gol), realizzando 10 gol, formò un discreto reparto d’attacco ). Andò a segno due volte contro la Lucchese, il Bari ed il Milan ed una volta contro il Torino, il Livorno il Napoli e la Lazio. La sua rete nel derby di ritorno del 6.2.1938 fu decisiva per la vittoria romanista e merita anche per questo di essere raccontata nel dettaglio.
“ Le squadre restarono in parità sino alla fase finale, con un gol per parte; quello giallorosso segnato da Michelini, quello azzurro da Camolese. Senonchè, al 43’ del secondo tempo, l’ala sinistra BORSETTi, con una cannonata da venti metri partita quasi dalla linea di fondo, mandava la fatale palla della vittoria ad insaccarsi nell’angolo alto alla destra di Provera, che riusciva appena a sfiorarla. Così la Roma vinse 2-1. A torneo concluso, essa, a quota 36 precedeva i rivali di quattro punti; tre li aveva raccolti nei confronti diretti “.
La Roma concluse il campionato al sesto posto in classifica e Borsetti annoverò 30 presenze e, coma sopra scritto, 10 gol in campionato e scese in campo 2 volte in Coppa Italia, segnando un gol al Pontedera.
La squadra capitolina affrontò la stagione 1938-1939 rinforzata dagli acquisti di Alghisi e Ceresa, nonché dei futuri campioni d’Italia del 1942 Bonomi, Coscia, De Grassi e Di Pasquale.
La squadra si piazzò al quinto posto. Borsetti, oltre a 3 partite di Coppa Italia con una rete alla Vis Pesaro, giocò in campionato 18 partite e realizzò 4 gol ( due al Genova ed uno alla Lucchese ed al Bari).
L’atleta calcò il terreno di gioco quando la Roma, il 21 maggio 1939 allo stadio Nazionale, in occasione del ventesimo derby ,superò la Lazio con un perentorio 1-3.
Nella stagione 1939-1940 Borsetti si avvicinò a casa disputando in prestito nel Torino un discreto campionato
( 22 presenze con 8 gol ).
Nella stagione successiva l’ala vercellese dal Torino rientrò a Roma per fine prestito. Trovò il nuovo allenatore Alfred Schaffer, che lealmente avvertì i dirigenti giallorossi che il campionato 1940-1941 sarebbe stato solo sperimentale. Per l’allenatore ungherese effettivamente si trattò di un anno di studio i cui frutti maturarono la stagione seguente.
Impiegò Borsetti in 18 partite di campionato. Titolare In tutte le 15 gare del girone d’andata, con reti messe a segno contro il Venezia, il Napoli ed il Novara, l’ala scese in campo nel girone di ritorno solo 3 volte.
Nel corso della stagione la Roma in Coppa Italia, dopo avere eliminato nei doppi confronti il Fanfulla, il Novara, La Fiorentina ed il Torino, giunse alle finali contro il forte Venezia di Loik e Mazzola. Nelle 8 gare di Coppa Ermes Borsetti fu utilizzato 5 volte, comprese le due finali contro il Venezia. Per la cronaca i lupi, in casa, dopo essere stati in vantaggio per 3-0 grazie alla tripletta di Amadei, si fecero recuperare dai veneti che riuscirono a pareggiare per 3-3. La sconfitta di misura per 1-0 a Venezia impedì poi ai capitolini di vincere per la prima volta il torneo.
Borsetti, nel trionfale campionato 1941-1942, iniziò il precampionato da titolare perdendo poi il posto, prima a causa di alcuni iniziali cattivi risultati della squadra in Coppa Italia ed in alcune amichevoli, e poi per un grave infortunio subito contro la Fiorentina nell’ultima partita amichevole programmata per la settimana antecedente la prima giornata di campionato. Tornò in prima squadra solo il 25.1.1942 in occasione di Roma Livorno 4-0, quando venne schierato mediano destro. Lo stato di forma dell’amico fraterno Krieziu lo relegò di nuovo tra le riserve fino alla occasionale presenza in Juventus-Roma del 1.3.1942.
Borsetti però riuscì, infine, a dare il suo apporto determinante alla conquista dello scudetto giallorosso giocando in modo strepitoso tutte le ultime seguenti sei gare di campionato.
Torino-Roma 2-2, nella quale secondo IL LITTORIALE fu il migliore in campo.
Roma-Liguria 7-0, con Borsetti autore della prima rete giallorossa.
Lazio-Roma 1-1 con il calciatore che, impiegato a mediano sinistro, oppose una strenua resistente ai vani tentativi laziali di ostacolare risolutamente la corsa allo scudetto della Roma – il Presidente dei biancocelesti Zenobi aveva dichiarato alla vigilia che i suoi giocatori avrebbero fatto di tutto per battere la Roma –.
Roma-Ambrosiana 6-0 con il vercellese romanizzato artefice di due gol.
Livorno-Roma 0-2, con Dino e Flora Viola sugli spalti a tifare per la squadra della Capitale.
Roma-Modena 2-0. Sul gol della sicurezza realizzato da Ermes Borsetti lasciamo la parola a Massimo Izzi.
“ Segnerà la seconda rete di quella storica gara ALLA BORSETTI. Prima si innervosisce con Brunella, reo di non avergli dato il pallone come avrebbe desiderato, quindi, quando s’impossessa della sfera, platealmente si lancia in un’azione personale partendo dalle retrovie giallorosse. Marca mezzo Modena e arrivato a vedere lo specchio della porta batte Sentimenti IV con una bastonata delle sue. ROMA CAMPIONE D’ITALIA 1942!
Solo per rigore statistico registriamo che Ermes Borsetti concluse la stagione con 8 presenze e quattro reti in campionato e con 1 presenza in Coppa Italia.
La stagione 1942-1943, con la guerra in pieno corso, diede scarse soddisfazioni alla Roma, che terminò il campionato al 9 posto in classifica a pari merito ( ? ) con la Lazio e l’Atalanta, ed a Borsetti che disputò 13 partite di campionato ( una rete al Bologna) ed una di Coppa Italia( una rete al Bari ).
Da segnalare della deludente annata la vittoria corsara contro la Juventus per 1-2 e i 18 gol segnati da Amadei, autore anche di 4 reti in Roma- Liguria 5-1.
Borsetti, ormai cittadino d’adozione dell’Urbe, giocò con la Roma anche nel campionato Romano 1943-1944, classificandosi seconda. 12 furono le sue presenze e 5 i gol messi a segno rispettivamente contro l’Alba,
I Vigili del Fuoco, la Tirrenia, il Trastevere e l’Avia .
I giallorossi disputarono anche il campionato Laziale vincendolo. Borsetti scese sul terreno di gioco in 5 gare.
L’atleta romanista giocò e vinse anche la finale del Torneo di Roma a Quattro ( 27.5.1945 Roma-Lazio 1-0 ).
Ermes Borsetti, dopo la Roma, continuò la carriera agonistica nel 1945-1946 nel Lecco in serie B, dal 1946 al 1948 nel Rieti e dal 1948 al 1951 nel B.P.D Colleferro.
Ha poi allenato il Rieti, dove ha utilizzato in attacco Manlio Scopigno, futuro allenatore del Cagliari campione d’Italia e della Roma fino alla sesta giornata del campionato 1973-1974.
Ha poi occupato la panchina del B.P.D. Colleferro e dell’Humanitas di Roma.
E’ infine rimasto a vivere nella Capitale abitando a Testaccio, non declinando mai gli inviti dei tifosi giallorossi a partecipare a loro iniziative ed a quelle dell’Associazione Vecchie Glorie.
Si è spento il 23 settembre 2005 in una Casa di Riposo di Ariccia.
I funerali si sono svolti naturalmente nella Chiesa di Santa Maria Liberatrice.