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PIETRO DALLE VEDOVE

di Fabrizio Grassetti

Pietro Dalle Vedove, nato a Cremona il 19 agosto 1903. 
I calciatori scesi in campo in gare ufficiali con la maglia della Roma, nati a Cremona e Provincia , cronologicamente sono stati Pietro DALLE VEDOVE, Walter Corsanini, Renato Bodini, Giacomo Losi (Soncino), Franco Zaglio, Renato Cappellini(Soncino).
La mezzala ambidestra Dalle Vedove, con la Cremonese, squadra della sua Città natale, schierato quella volta centravanti, aveva incontrato i giallorossi al Motovelodromo Appio il 22.4.1928, alla quarta giornata della Coppa Coni. Nel ruolo di terzino con i lombardi giocò anche Renato Bodini, in seguito gloria testaccina.
La Roma, che poi vinse il prestigioso Torneo, si impose per 2-0. Nella gara di ritorno, vinta anch’essa dai giallorossi per 3-2 a Cremona, Dalle Vedove non scese in campo. Al centro dell’attacco lombardo venne invece impiegato il futuro romanista Corsanini.
Insieme a Vivaldo Fornaciari ed a Luigi Ossoinach la coppia Dalle Vedove-Corsanini venne tesserata dalla Roma nella stagione 1929-1930.
Tra i due, ad esordire per primo in serie A con i capitolini fu Pietro Dalle Vedove che, il 6.10.1929, alla prima giornata di campionato, in Alessandra-Roma venne dall’allenatore Guido Baccani impiegato a mezzala destra.
La sua seconda presenza avvenne in una partita storica. Giocò, infatti, in Roma-Brescia che il 3.11.1929 inaugurò il nuovo campo sociale a Testaccio. Per la cronaca la formazione giallorossa, vincitrice per 2-1 con reti di Volk e Bernardini, fu la seguente: Ballante, Corbyons, De Micheli, Ferraris IV, Degni, Carpi, Benatti, DALLE VEDOVE, Volk, Bernardini, Chini.
La sua terza gara la giocò il 17.11.1929 a Vercelli contro la Pro Vercelli.
Storica fu anche la sua quarta partita. Il giorno 8.12.1929 in occasione del primo Derby della storia Lazio-Roma, fu, infatti, insieme al concittadino Corsanini, tra i protagonisti della vittoria giallorossa alla Rondinella. I lupi, allenati da Mister Herbert Burgess, che aveva sostituito Baccani, si imposero nella tana laziale per 1-0 grazie ad un gol di “Sigghefrido-Sciabolone“ Volk, realizzato al minuto 33 del secondo tempo.
IL LITTORIALE, sulla presenza sugli spalti del pubblico, scrisse: “Sapevamo che a Roma la maggioranza del pubblico rivolge le sue simpatie ai giallorossi, ma credevamo tuttavia che anche gli azzurri avessero larghe messe di simpatia. Ci siamo dovuti ricredere. I nove decimi dell’immenso pubblico, che ha gremito lo stadio
della Rondinella per la partita Roma-Lazio, agitava bandierine giallo-rosse, incuorando i beniamini! Si può dire che la Lazio ha giocato…in campo avversario“.
Sempre IL LITTORIALE sul derby scrisse inoltre “La fine della partita fu accolta da esplosioni incredibili di giubilo, che si diffusero poi per tutta Roma, continuando fino a notte inoltrata“.
E’ facile immaginare la soddisfazione di Dalle Vedove per avere partecipato a questo successo.
Nella stagione il cremonese giocò poi contro il Genoa a Testaccio ed infine contro la Pro Patria a Busto Arsizio
La Roma, capitanata da Ferraris IV, tenne un ottimo rendimento in casa (13 vittorie, 3 pareggi ed 1 sola sconfitta). I mediocri risultati in trasferta, penalizzarono fortemente i romanisti che conclusero il campionato al sesto posto in classifica.
I capitolini sconfissero a Roma con punteggi altisonanti la Cremonese 9-0, la Triestina 5-0, la Pro Vercelli 7-0, la Pro Patria 5-0, il Torino 3-0 ed il Padova 8-0. Piegarono inoltre il Brescia 2-1, l’Ambrosiana 2-0, il Genova 2-0, il Milan 1-0, Il Livorno 2-0, il Modena 4-2 e la Lazio 3-1 (Il Littoriale pubblicò il titolo “ L’ardente contesa delle due squadre della Capitale si risolve in una nuova affermazione dei giallo-rossi, in un’ atmosfera di vibrante passione”).
Dalle Vedove terminò il campionato con 6 presenze e nessuna rete messa a segno
Segnò però un gol nella mini tournée svoltasi in Francia in occasione delle feste di Natale natalizie e di fine anno del 1929-1930.
La trasferta, per la particolarità dello svolgimento, a parere di chi scrive, merita di essere dettagliatamente riportata, anche per inquadrare il periodo storico nella quale si svolse.
Il Saini, nel prezioso libro LA STORIA ILLUSTRATA DELLA ROMA, così raccontò l’avventura…
Fedele alla tradizione, anche in questa stagione, la Roma disputò partite all’estero. Il 29 dicembre 1929 era a Parigi e affrontava la rappresentativa di quella città. Era la seconda volta che i giallorossi si presentavano nella capitale francese. L’undici marzo 1929 la Roma aveva battuto il Club Francais per 5-0 ed i parigini vollero a tutti i costi vendicare la pesante sconfitta.
Subito dopo che i giallorossi erano passati in vantaggio con un gol di Chini, varie centinaia di spettatori si riversarono in campo niente affatto disposti ad assistere ad una seconda sconfitta dei propri atleti. Angelino Cerretti fece appena in tempo ad avvertire i giallorossi del pericolo con un romanissimo CE SEMO. Gli scalmanati fortunatamente vennero respinti a suon di manganellate dal servizio d’ordine. L’arbitro francese Rigal, impaurito oltre misura, permise ai francesi di mettere in atto delle durezze per nulla amichevoli e concesso loro un rigore inesistente e numerose punizioni a favore completamente inventate. I romani, con orgoglio, si opposero alle ingiustizie e mantennero in equilibrio l’incontro grazie ai gol di DALLE VEDOVE, ancora di Chini e di Volk.
A 4 minuti dal termine l’inglese Bunyan segnò il gol del 5-4 per i padroni di casa che così vinsero una partita falsata da risentimenti politici e da un arbitraggio che è eufemistico definire infelice.
Subito dopo il lupi si trasferirono a Sète, per incontrarvi la locale squadra francese, Era giusto la sera di fine-anno. L’Avv. Crostarosa, che era l’accompagnatore dei giallorossi, si presentò al prefetto locale e disse. Se lei è in grado di garantire l’ordine in campo, i nostri atleti scenderanno sul terreno e daranno prova di ciò che sanno fare. Diversamente facciamo le valigie ed andiamo a fare il capodanno a casa nostra. Questo chiaro e necessario aut aut mise in imbarazzo il prefetto. Lei ha ragione rispose ma noi qui abbiamo tre poliziotti in tutto. L’Avv. Crostarosa girò sui tacchi risolutamente, ma il prefetto lo trattenne: Signore, borbottò, ho avuto un’idea. Vedrà che andrà bene. Ne prendo l’impegno assoluto. L’indomani, 1 gennaio 1930, quando i “lupi” comparvero in campo, si guardarono intorno sorpresi. Il rettangolo di gioco era tutto circondato da pittoreschi soldati senegalesi armati. Il prefetto aveva comandato di servizio, un intero reparto coloniale che si trovava di passaggio a Sète.
Oltre a quel singolare cordone di sicurezza, la folla alzava al cielo braccia minacciose e faceva bene intendere che pretendeva di assistere ad una sconfitta romana per tanti gol quante sono le dita di una mano.
I “lupi” giocarono la loro partita con impegno e decisione. La rete di Ballante restò inviolata, mentre Chini, Benatti e Volk infilarono tre eloquenti palloni nella porta del Sète.
I senegalesi guardavano i nostri sbarrando gli occhi rotondi. Gli spettatori francesi si erano ammutoliti; gli italiani applaudivano freneticamente..
Alla fine il prefetto francese ed il console d’Italia vollero stringere la mano a Crostarosa e a tutti i giocatori.
Riassumendo in estrema sintesi il percorso giallorosso di Piero Dalle Vedove nelle poche apparizioni in prima squadra, si evidenzia che la mezzala raggiunse comunque traguardi importanti.
Inaugurò Campo Testaccio. 
Partecipò all’amichevole di lusso a Testaccio Roma-First Vienna 3-2, arbitrata in modo imparziale da Umberto Biancone, fratello minore del più conosciuto Vincenzo. 
Giocò e vinse il primo Derby della storia.
Partecipò alla seconda tournee all’estero della Roma, nella quale realizzò il suo unico gol giallorosso.
Motivi per vantarsi ne ebbe !