DANIELE DE ROSSI

di Roberto Cerrone

Daniele De Rossi, nato il 24 luglio 1983, a Ostia. È uno dei vanti della tifoseria Romanista, la sua foto è stata disegnata e scolpita tra i drappi che hanno ricordato, una volta per tutte, chi sono i più grandi calciatori della storia della città eterna. Insieme a lui, ci sono Totti, Losi, Ferraris, Rocca, Amadei, Scaratti, Taccola, Volk, De Sisti, Conti, il capitano Agostino Di Bartolomei, Giannini, Bernardini, Carpi, De Micheli, sono 16 guarda caso proprio come il numero della sua maglia. Speriamo che altri ne possiamo aggiungere al più presto. Daniele nasce in una casa Romanista perché il papà, aveva giocato nella primavera della Roma trovando poi il calcio professionistico altrove. Finita la carriera di calciatore, papà Alberto tornerà a Roma per diventare il nostro vanto sulla panchina delle giovanili, che ha arricchito di trofei ma soprattutto di calciatori e uomini per la prima squadra. Da piccolo, lo vediamo in una foto con la maglia del Livorno, il suo papà, il suo eroe, in quel periodo giocava lì da libero e la sua posa è già quella da campione del mondo, che poi diventerà. Arriva a 16 anni nelle nostre giovanili, forse perché Alberto è già mister della Primavera e comunque sarà Bencivenga a plasmarlo, nel ruolo che lo vedrà affermarsi come uno dei migliori al mondo. Come recentemente è successo anche a Zaniolo, Daniele fa il suo esordio prima in Champions League, contro l’Anderlecht, e poi successivamente in campionato, è il 31 ottobre 2001. Sulla maglia è cucito lo scudetto conquistato l’estate precedente, Lui che è nato qualche settimana dopo il nostro secondo scudetto. Purtroppo, lo scudetto non lo vincerà ma la sua bacheca è ricca di trofei sia con la Roma che con la nazionale. Capello, da quel momento, lo tiene sempre vicino a Lui, facendolo esordire in serie A l’anno successivo. Poi con il passare del tempo e con tutti gli allenatori che si sono succeduti sulla panchina giallorossa, Daniele sarà titolare inamovibile, forse con qualche dubbio di utilizzo solamente nella gestione Zeman. Diventa subito un beniamino per i tifosi che amano i giocatori che, come Lui, si battono, corrono e sudano per la maglia prima ancora che per sé stessi. La gamba non la tira mai indietro, la sua geometria di gioco è straordinaria, è un giocatore veramente completo. La nazionale arriva subito, così come arrivano immediate anche le soddisfazioni con la nostra maglia, due coppe Italia e una super coppa italiana vinta a Milano grazie ad un suo calcio di rigore, tirato sotto la nostra curva, con migliaia di nostri tifosi. Dopo il secondo posto agli Europei Under 21, ha la soddisfazione di partecipare alle Olimpiadi di Atene del 2004 vincendo la medaglia di bronzo e due anni dopo, diventa campione del mondo insieme ai compagni di squadra Totti e Perrotta. Identificato nell’immaginario collettivo, come capitan futuro, spesso ha indossato la fascia ancor prima dell’addio di Totti e da capitano è sempre stato la guida della squadra in campo, un secondo allenatore nel terreno di gioco. Le sue interviste, sia da capitano che non, sono sempre state significative e a difesa della maglia indossata. È stato anche capitano della nazionale. Il suo addio, poco tempo dopo quello di Totti, è stato emozionante per tifosi e compagni di squadra. Il suo non è stato un addio al calcio perché soddisfacendo un sogno da bambino, è andato a giocare in Argentina nel Boca Juniors, poche partite che gli hanno permesso di assaporare il calcio di quelle latitudini. Ora, a 37 anni, è pronto per la carriera di allenatore, conoscenza, carattere e umanità gli spianeranno sicuramente la strada del successo. In prima squadra aveva cominciato con il numero 4 sulle spalle, ha finito con il 16, si è moltiplicato per 4 come il suo impegno in campo. Il nostro Daniele ha tanti record, con la Roma ha giocato 459 volte e segnato 43 gol in serie A, ha disputato 55 gare con 5 reti in Coppa Italia, 4 presenze e 2 gol in super coppa italiana, 63 presenze e 8 gol in Champions League, infine 35 e 5 gol in Europa League. Il totale fa 616 partite e 63 gol con la nostra maglia. È il giocatore Romanista con più presenze Champions League anche grazie alla cavalcata che ci portò fino alla semifinale con il Liverpool. In nazionale ha giocato 117 volte e segnato 21 gol. In questo è il nostro numero uno sia di presenze che di realizzazioni. Tanta roba quando si deve scrivere di Lui. Aggiungiamo anche un piccolo cameo. Grazie al fatto che la sua mamma ha lavorato per anni in Eni, qualche volta è venuto in alcune sedi della mia ex azienda, sempre disponibile a incontrare i tifosi, anche se per pochi minuti. Chissà se un giorno, insieme al papà Alberto e alla mamma Michela, non ci si incontri con il nostro Roma Club Cral ENI presso il ristorante che Lui già conosce. Auguri Daniele, per il passato che ci hai dato e per il futuro, magari nuovamente insieme che ci darai.