ANTONIO CHIMENTI

di Mariella Quintarelli

Festeggiamo oggi un altro compleanno, Antonio Chimenti, anzi… “Zucchina” come lo soprannominò Totti per scherzare sulla sua non certo folta chioma, negli anni della sua permanenza alla Roma!
Antonio, nato a Bari, è “figlio d’arte” essendo cresciuto in una famiglia dove il pallone fu sicuramente protagonista. Il papà, Francesco Chimenti, giocava come attaccante nella Sambenedettese e lo zio Vito, sempre come attaccante, nel Palermo e nella Pistoiese nelle stagioni 70/90.  
E’ proprio nella Sambenedettese che il giovane Antonio tira i primi calci al pallone da calciatore professionista nella stagione 1988/89 in serie B, non ama però l’attacco come il papà e lo zio, il suo posto è tra i pali.
Dopo tre anni nella splendida cittadina marina (un anno serie B, C1,C2) attraversa il Tirreno e approda al Tempio, sempre in C2 per poi trasferirsi a Monza in serie B e fare infine ritorno alla Sambenedettese nella stagione 1993/94.  
Nella stessa stagione passa alla Salernitana per restarci 4 anni, In questo periodo cresce calcisticamente e le sue prestazioni attirano squadre più blasonate, tra queste la Roma dove arriva nel 1997.  
Per Chimenti in giallorosso sono due anni intensi e che sanciscono la sua definitiva consacrazione. Il suo esordio all’Olimpico è per un portiere il migliore possibile. Siamo al 21 settembre 1999, si gioca Roma – Lecce. Il portiere titolare di allora, Michael Konsel, viene espulso. Chimenti entra e a freddo para il rigore. La gara termina 3-1 per i giallorossi! Nella stagione successiva Miki Konsel s’infortuna in Nazionale durante un’amichevole della sua Austria con la Francia e a Chimenti viene consegnata la custodia della porta per tutto il girone di andata del campionato. Al termine delle due stagioni, nel 1999, viene ceduto al Lecce. Da Roma va via contando 32 presenze.
Chimenti ormai è considerato uno dei portieri italiani più affidabili e nel Lecce difende la porta come titolare nelle prime due stagioni in serie A. Il terzo anno, purtroppo, la squadra non va e retrocede in B, ma Chimenti non affonda con la squadra. Su di lui ha puntato gli occhi la Juventus e, durante il calciomercato estivo del 2002, passa in bianconero come secondo portiere alle spalle di Buffon, al posto di Rampulla che si ritira dal calcio giocato. 
Per Chimenti è il coronamento di un sogno “ho sempre avuto due idoli come portieri – dirà in una intervista – Zoff da bambino, Stefano Tacconi negli anni seguenti. Due dei campioni più amati e seguiti da generazioni di tifosi, me compreso.” Le sue dichiarazioni sono un susseguirsi di elogi alla squadra bianconera e la cosa non piace molto ai tifosi romanisti, ma il suo rapporto con la tifoseria si ricompone subito. Chimenti a Roma aveva lasciato un buon ricordo e ancora oggi vi conserva tante amicizie. Il suo affetto per la città e la As Roma era sincero, tanto che il suo nome figura nella formazione Legends giallorossa insieme a tantissimi calciatori che hanno vestito i nostri colori. 
Per tornare alle sue stagioni alla Juventus, Chimenti nella prima conta soltanto 10 presenze di cui una importantissima per lui in Champions League contro Il Manchester United. Una partita strana con mezza squadra, incluso Buffon, fuori uso per una incredibile influenza. Nella stagione seguente (2003/04) difende la porta bianconera 12 volte, di cui due in Champions League contro il Galatasaray e contro l’Olympiakos. Nella terza sua stagione bianconera viene schierato solo cinque volte, con la Juventus eliminata al primo turno di Coppa Italia dall’Atalanta.
Nell’anno successivo Buffon s’infortuna seriamente durante il trofeo Berlusconi e viene chiamato in prestito Christian Abbiati. Per Chimenti la stagione 2005/06 è un vero disastro. Capello gli dà fiducia e lo schiera in Supercoppa contro l’Inter, ma ad Antonio viene data tutta la responsabilità del gol di Veròn che regala la vittoria ai neroazzurri. Anche in campionato non è fortunato. In seguito all’infortunio anche di Abbiati gioca contro il Milan a San Siro dove incappa in due clamorosi errori. Arriva la vittoria rossonera e la sua avventura in bianconero si chiude lì. Nella sessione di calciomercato di gennaio 2006 Chimenti viene ceduto al Cagliari.
In Sardegna non si comporta male e inanella 43 presenze. Addirittura nella stagione 2006/07 su 22 gare ben 7 le chiude a porta inviolata. La sua gara più bella la disputa proprio contro la Juventus parando un rigore a Del Piero. 
Nell’estate del 2007 passa all’Udinese come secondo ad Handanovic, ma giocherà solo tre gare.
Nell’estate del 2008 torna a Torino alla Juventus come terzo portiere, ma in questa stagione non entrerà mai in campo. L’anno seguente s’infortunano contemporaneamente Buffon e Menninger e così gli viene consegnata la porta in tre occasioni, purtroppo tre fallimenti. Con il Siena la Juventus stava vincendo 3-0, ma suoi errori e incertezze di tutta la squadra permisero la rimonta per 3-3. A Londra contro il Fulham va peggio. Su un paio di gol danno la colpa a lui e gli inglesi vincono 4-1, ma in realtà non gioca male è, anche quella volta, tutta la squadra a giocare sottotono. Tre giorni dopo in Sampdoria-Juventus incassa il gol vittoria di Cassano tirato da centrocampo. Questa sconfitta gli costa la conferma in bianconero e la frattura di una mano. Rientrando, infatti, negli spogliatoi per il nervoso dà un pugno ad un tavolino e si fa male. Gioca poi altre due partite, ma a fine stagione 2011/12 annuncia la fine della sua vita da calciatore per iniziare quella da allenatore, proprio nella Juventus. Chimenti chiude la sua carriera avendo vinto in bianconero due campionati (di cui uno revocato) e due Supercoppe Italiane. 
Segue una stagione alla Sampdoria come allenatore dei portieri con Ciro Ferrara, poi nel 2012 entra nello staff dell’Under 21 guidata da Luigi Di Biagio. Nel 2020 si trasferisce con Di Biagio alla Spal, come collaboratore tecnico. Chimenti può essere considerato un bravo portiere, ma non molto fortunato. Con Zeman nella stagione 98/99 mantenne l’imbattibilità per 510 minuti in Coppa Uefa. Primato un po’ insolito, quindi ancor più da elogiare, visto che è arrivato sotto Zeman, allenatore che ripone il suo credo nel gioco offensivo. 
Chiudiamo con un allegro episodio che vide protagonisti Totti e Chimenti. Nella prima stagione di Spalletti alla Roma (quella delle 11 vittorie consecutive), i giallorossi festeggiavano i gol con un girotondo e dando scappellotti sulla testa al goleador di turno. Solo una vota gli scappellotti vennero riservati ad un avversario in maniera ironica. Accadde in un rocambolesco Roma – Cagliari terminato 4-3 per i giallorossi. Per i sardi in porta c’era Chimenti che dopo un gol prese la palla perdendo tempo. Totti si avvicinò all’ex compagno e gli riservò, sorridendo, un paio di scappellotti in testa. Tutto finì in un abbraccio. 
Altra cosa curiosa per un portiere, Chimenti era tra i rigoristi in una sfida tra la Juventus e il Milan. Su Youtube si può trovare il suo calcio di rigore segnato in un Juventus – Milan al suo amico Kalac.
Pochi, infine, sanno del suo impegno nel sociale. Tra tante sue iniziative ne ricordiamo una importantissima, infatti inizialmente fu molto vicino al progetto del calcio disabili (vedi foto) degli Insuperabili, progetto sposato in pieno ed iniziato qui a Roma dalla Roma calcio femminile.