CRISTIANO LUPATELLI

di Mariella Quintarelli


Nato a Perugia il 21 giugno del 1978 crebbe calcisticamente nelle giovanili della Fidelis Andria esordendo in serie B nella stagione 1998/99. La squadra purtroppo visse una stagione sfortunata e chiuse al diciottesimo posto retrocedendo in C1. Lupatelli, complice l’infortunio del portiere titolare Ivan Aiardi, difese la porta in 25 gare mettendosi in evidenza in diverse occasioni.
La svolta per la sua carriera arriva nell’estate del 1999 quando la grande Roma di Fabio Capello lo chiama per fare da secondo portiere a Francesco Antonioli. L’esordio in serie A coincide con la gara che tutti i calciatori sognano di giocare, il derby. Il 25 marzo del 2000 si gioca Lazio – Roma. Antonioli infortunato deve abdicare e Capello chiama a sostituirlo in porta Lupatelli. Malgrado la sua buona prestazione, la gara non andò bene per i giallorossi che persero 2 a 1, ma il giovane portiere dirà in seguito che (malgrado la sconfitta) esordire in un derby è una cosa molto emozionante e che resta per sempre nella mente con tutte le sue sensazioni.
In quella stagione Cristiano difese la porta per altre tre volte chiudendo con un passivo di 3 gol.
Nella stagione successiva Lupatelli inanella soltanto otto presenze in campo (5 reti subite), sufficienti, comunque, per fargli cucire sul petto un meritatissimo scudetto giallorosso atteso ben 18 anni.
Le sue buone prestazioni, in quel magico periodo, con la maglia giallorossa gli fanno conquistare quella azzurra della Nazionale Under 21 con cui gioca due amichevoli contro Spagna e Svezia e gli valgono la partecipazione alla spedizione per i Giochi Olimpici di Sydney, senza però poter giocare in quanto riserva.
Sembrava lanciato verso una splendida carriera, invece la fortuna non gli fu amica.
Arriva in serie A il Chievo Verona “dei miracoli” che per la storica promozione vuole un portiere su cui poter fare affidamento e mette gli occhi su Lupatelli. Arriva a Verona in comproprietà con i giallorossi e disputa 59 gare mettendo in evidenza tutte le sue doti, ma il destino beffardo è dietro l’angolo e Cristiano il 9 aprile 2003 si procura in allenamento una lesione del legamento crociato che, unita ad una ricaduta sul menisco, gli causa uno stop di 9 mesi e la conclusione della sua avventura a Verona. Quel periodo in Veneto è legato anche ad una curiosa particolarità. Cristiano chiese ed ottenne di indossare la maglia numero 10 legata a nomi di fantasisti importanti e mai indossata da un portiere. La notizia destò parecchio stupore e il ragazzo, dopo diverso tempo, spiegò che il tutto era nato per scherzo, una divertente scommessa tra amici che era riuscito a vincere. La scommessa che purtroppo non vinse fu quella legata alla sua carriera in terra veneta e nell’estate del 2003 tornò alla Roma dove però non difenderà mai la porta giallorossa. Davanti a lui, considerato terzo portiere, nella gerarchia c’erano Pelizzoli e Zotti, troppo poco per un atleta che prima dell’infortunio veniva considerato più di una promessa. A scadenza di contratto con la Roma, Lupatelli passa alla Fiorentina da svincolato dove contenderà la porta ad un altro ex portiere giallorosso, Sebastian Cejas. E’ un infortunio del portiere argentino a consegnargli la difesa della porta e Cristiano lo farà per tutta la stagione 2004/05 disputando 30 partite e contribuendo con le sue parate alla conquista della salvezza. L’anno seguente in viola arriva, però, Sebastian Frey e Lupatelli va in prestito come contropartita al Parma dove non convince appieno e giocherà solo otto gare per poi andare a gennaio, sempre in prestito, al Palermo con Guardalben che fa il viaggio inverso verso Parma. 
Anche a Palermo, però, la sua avventura termina presto. In rosanero arriva Federico Agliardi ed il portiere perugino con solo 5 presenze in campo torna a Firenze sempre come terzo portiere alle spalle di Frey ed un’altra conoscenza giallorossa, Bogdan Lobont. Diventa secondo portiere alla partenza di Lobont nella sessione invernale di mercato, ma la cosa (come vedremo) durerà poco. Il 24 gennaio 2008 giocherà contro la Lazio in coppa Italia e subirà un grandissimo gol di Kolarov da oltre 30 metri, dopodiché ad Empoli torna a diventare terzo portiere dietro a Frey e Avramov. A fine stagione la Fiorentina non gli rinnova il contratto e Lupatelli si svincola dopo solo due presenze in campo. Nel settembre del 2008 va a Cagliari come parametro zero, ma anche qui si trova a fare il secondo questa volta a Federico Marchetti e riesce a disputare solo tre partite collezionando anche una brutta prestazione incassando sei gol nell’ultima gara di campionato contro l’Udinese. Nella stagione successiva, 2009/10, resta in panchina fino alla 15a giornata quando giocherà ( Palermo-Cagliari 2 a 1) complice l’infortunio di Marchetti . Alla 17a contro la Roma entra nel secondo tempo e subisce i due gol che regalano la vittoria per 2 a 1 ai giallorossi. A Cagliari termina la sua avventura con solo 5 gare giocate e 13 gol incassati. Nel luglio 2010 Lupatelli approda al Bologna, ancora una volta a parametro zero e ancora da secondo, dietro ad Emiliano Viviano. Giocherà solo 4 partite, tre in Coppa Italia e una in campionato per poi svincolarsi a fine stagione. 
Nella stagione 2011/12 indossa la maglia del Genoa che lo tessera a parametro zero. Anche in Liguria, però, la sua carriera non riesce a decollare e a fine stagione, dopo solo due presenze, non gli viene rinnovato il contratto e si svincola. Nel luglio 2012 torna per la terza volta alla Fiorentina e vi resterà fino al 31 maggio 2015 quando, dopo Fiorentina – Chievo Verona (3 a 0), annuncia di appendere gli scarpini al chiodo e lasciare il calcio giocato. E’ la fine della sua carriera come calciatore. Successivamente divenne preparatore dei portieri della primavera viola per poi passare con lo stesso incarico nella Juventus. Nel periodo in cui vestì la maglia viola gli capitò di affrontare la Roma ed in un Fiorentina – Roma Totti tentò di sorprenderlo con un incredibile tiro da centrocampo che Lupatelli parò. L’azione si può ancora ammirare su youtube. Di Totti ha sempre dichiarato di avere grande ammirazione e parlando di lui il giorno dopo il suo addio al calcio a TMW Radio così si espresse: “Ieri ho provato grandi emozioni, è stato come rivivere lo scudetto del 2001. In Italia di giocatori come Totti se ne sono visti pochi.” 
Lupatelli ha sempre amato sfoggiare look bizzarri, ricordiamo un episodio risalente all’estate 2015. Lupatelli stava passando un periodo di vacanza a Numana-Sirolo nelle Marche. Molti lo ricordano, sorridente e disponibile con i fans che lo riconoscevano, girare per la cittadina indossando una maglietta con la scritta: “Rigore è quando arbitro fischia”. Un modo simpatico per omaggiare l’amato mister Boskov e che portò pubblicità alla accogliente città marchigiana.