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Betty Bavagnoli: Ripartiremo con la giusta mentalità

di Marco Gialloreti

In questo momento, così delicato per il nostro paese, Betty Bavagnoli ha parlato ai microfoni di Roma Tv, all’interno del programma Women’s Weekly-social edition e ha toccato diversi argomenti. 

Come sta vivendo questo periodo? 

Questo periodo lo sto vivendo con grande riflessione, devo usare questa parola. Sto come tanti italiani, come tante persone. Sto riflettendo tanto, per tutto quello che sta accadendo e che è accaduto all’improvviso, che ci ha visti scaraventati in questa emergenza, in questa pandemia, che nessuno si sarebbe mai aspettato. Sto anche pensando a quello che potrebbe succedere dopo, a come dovremo affrontare il nostro futuro. E poi devo dire che quando è successo il tutto, ovviamente è stata la parte più dura per me, perché ho pensato tanto alla mia famiglia che sta a Piacenza, che è una delle città più colpite. E’ una città di confine, tra l’Emilia e la Lombardia molto vicino alla zona rossa iniziale. A Piacenza è successo davvero di tutto e quindi il mio pensiero, è andato alle mie sorelle, a mio fratello, e a tutti i miei familiari e non nascondo che ho avuto, un po’ di ansia e di paura. Ora, grazie a Dio, loro stanno bene quindi sono un pochino più sollevata, anche se continuo a seguire quello che succede nella mia città. Tante sono state le persone che abbiamo perso, come tutta l’Italia, tutta la Lombardia. 

Le è mai capitato di stare così tanto tempo senza campo?

“Mi è capitato perché ho lavorato con le Nazionali, però ovviamente, era tutto diverso. Lì ci si raduna in maniera differente, e i tempi sono diversi. 

Sicuramente però, questo momento ti fa pensare tante altre cose.  In questo modo non era capitato mai a nessuno. E’ ovvio, che dopo i primi dieci giorni, ho cercato di pensare quanto fosse importante quello che ci stavano chiedendo, il rimanere a casa per evitare i contagi, di poter anche solo minimamente poter nuocere a qualcuno oppure alla propria salute. Quindi per me non è stato nemmeno difficile”

Come riuscite, a mantenere i contatti con la squadra? 

“La nostra società, innanzi tutto devo dire ci è sempre stata vicino. In questo momento, abbiamo anche la possibilità di utilizzare una piattaforma che l’AS Roma ci ha messo a disposizione, e questa ovviamente è una cosa molto importante perché consente a tutte le nostre aree di lavoro, di poter interagire con le nostre ragazze,  in qualunque momento ne abbiamo la necessità. Poi stiamo vicino alle ragazze, in tanti modi in ciò che riteniamo veramente opportuno. Con la nostra area perfomanceabbiamo dedicato un programma, un po’ come tutti gli atleti stanno facendo in questo momento. Hanno ricevuto un programma fisico che devono svolgere a casa. Nel primo periodo, il programma ha richiesto solo una sessione al giorno di allenamento. In questo secondo periodo, a partire dal primo di aprile, il programma prevede due sessioni, una al mattino e una al pomeriggio. Questo programma è accompagnato da dei tutorial che hanno realizzato i nostri preparatori. Per quanto riguarda l’area tecnica, lavoriamo su una parte tattica e su quelli che sono i nostri principi di gioco. Realizziamo dei video con le nostre giocatrici. Per quanto riguarda l’area medicastiamo sempre a contatto con le ragazze per l’aspetto nutrizionale e il monitoraggio della condizione. Questo vale anche per l’aspetto psicologico. Abbiamo le nostre psicologhe, che sono molto vicine alle ragazze, perché comunque, siamo in un momento davvero particolare. Non sai in che modo una persona possa percepire, vivere, affrontare qualunque situazione. Abbiamo cercato di entrare nel dettaglio di ogni aspetto, stando vicino alle nostre atlete, ventiquattro ore su ventiquattro, ogni giorno.

Prima della sosta per il Coronavirus, il campionato si era fermato per le partite della nazionale, impegnata nell’Algarve Cup. Che squadra avevamo lasciato?

Abbiamo lasciato, una Roma femminile consapevole della posizione che occupa in classifica; consapevole del percorso fatto fino a quel momento; consapevole del grande lavoro che abbiamo realizzato, in questa parte di stagione e consapevole di una mentalità che è stata acquisita e che è stata molto importante. Una mentalità vincente. Abbiamo lasciato una squadra, nel momento in cui ci siamo fermate, che aveva preso coscienza del grande lavoro fatto, su quelli che sono stati i nostri limiti, le nostre lacune, ma anche sul miglioramento ed il perfezionamento di tutti i nostri punti di forza. Abbiamo lasciato una squadra in grande evoluzione, in grande salute e sono certa che questa sosta, possa farci ritrovare di fronte a quella mentalità, a quella squadra che abbiamo lasciato”