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Alberto Aquilani: Stravedo per Pellegrini

Alberto Aquilani

di Eva Toscano

Altro ex giallorosso che sta vivendo questo momento da casa e che è stato intervistato da Roma Tv è Alberto Aquilani. Romano e romanista, insieme a Totti e De Rossi ha rappresentato la romanità. 

Alberto ti saresti mai immaginato una situazione come questa?

“No. È un qualcosa che nessuno di noi, dal più giovane al più anziano si sarebbe mai aspettato. È una situazione che ci mette alla prova un po’ tutti, fortunatamente, noi parliamo tra persone, che sono negative al virus, stiamo bene, la nostra famiglia sta bene, ma quando vai a leggere le notizie, di gente che sta soffrendo o morendo, ti metti un po’ nei loro panni e capisci la gravità del momento. Un grandissimo plauso, va fatto agli infermieri, ai medici, a tutte quelle persone, che stanno rischiando la propria vita, per aiutare chi soffre ed è in difficoltà. Quello che sta succedendo, ci deve far riflettere, perché noi siamo poco abituati a fermarci a pensare, molto spesso, non diamo alle cose il giusto valore, perché abbiamo sempre qualcosa che ci distrae” 

Cosa stai facendo in questo periodo?

“Io faccio un po’ quello che fanno tutti, niente di entusiasmante. Cerco di praticare un po’ di sport, perché altrimenti mangi e basta, e anche se stai a casa, faccio un pò di attività fisica, che mi permette di bruciare qualche caloria. Poi vedo qualche film, qualche serie tv, anche se sinceramente, mi sono anche un po’ stufato, perché le ho viste quasi tutte. Poi la sera, quando i bambini dormono, gioco un po’ alla Playstation, che è una cosa a cui non ho mai dato troppo spazio, però adesso, mi occupa un po’ di tempo. Faccio qualche videochiamata, con le persone che magari prima sentivo di meno, aiuto i bambini con i compiti e poi mangio. Ho anche scoperto Instagram, che ho sempre un po’ trascurato, in questi giorni ho fatto qualche diretta e ho cercato di stare in contatto, con le persone che mi vogliono bene”

Hai intrapreso la carriera di allenatore 

“Quando ho deciso di smettere di giocare, avevo già l’idea di lanciarmi su questa nuova avventura, quindi stata una cosa molto ponderata. Ho sviluppato diverse idee, ho avuto la fortuna di essere allenato da grandi mister e soprattutto, negli ultimi anni della mia carriera, ho approfittato per prendere appunti, per studiarli, per capire qualcosa, delle diverse filosofie. Ho imparato molto, anche perché ho giocato in Portogallo, in Spagna, in Inghilterra e ho cercato di apprendere da queste nuove culture, che sono diverse rispetto alle nostre, mi sono potuto creare così, una mia identità che cercherò di portare avanti. Ho iniziato ad allenare l’under 18, che è una categoria un po’ particolare, ci sono solamente nove squadre, in pratica è l’ex beretti. Con i ragazzi, il mio intento è quello di migliorarli come calciatori, ma prima ancora come uomini, perché quando hai 18 anni, ragioni in maniera molto particolare, io ci sono passato e lo so benissimo. Ho la fortuna di allenare con Iachini, non lo conoscevo bene, ma sto apprendendo da lui, tante cose perché è un tecnico molto preparato. Io cerco di mantenere la mia filosofia, anche quando giocavo, ho sempre cercato di praticare un calcio propositivo, voglio sempre che venga fatto, un fraseggio in più, per tenere la palla, perché sono sempre convinto, che se la palla ce l’hai te, gli avversari hanno sempre meno possibilità di essere pericolosi. È ovvio che oggi, il calcio è fatto di due fasi e non puoi farne una sola, devi saper attaccare e difendere, però la mia idea è quella di costruzione. Quando mi chiedevano di Fonseca, ho sempre dato un parere molto positivo, perché l’ho conosciuto nel periodo in cui ho giocato in Portogallo allo Sporting e lui allenava il Braga. Quando si parlava della sua squadra, si parlava sempre di una formazione organizzata che giocava tra l’altro, un calcio simile al nostro. L’ho studiato da vicino per tanti anni e l’ho sempre visto come un allenatore molto promettente” 

Cosa pensi di Zaniolo 

Zaniolo è un potenziale fuoriclasse, ha una forza sulle gambe che non è normale per un calciatore della sua età. Mi ha impressionato fin dall’inizio, dalla partita di Madrid, perché lui esordito in quello stadio e non si vedeva questa differenza che c’era tra lui e giocatori già fatti. Quando hai doti come le sue, ti viene tutto più facile perché quella una cosa che hai dentro, ci sei nato. La forza che ha lui, è una forza genetica, che viene probabilmente dal padre e per diventare un top, credo che debba trovare più continuità, segnare qualche gol in più e fare delle giocate sempre maggiori, che possono essere utili alla squadra” 

Un altro romano, Lorenzo Pellegrini

“Io stravedo per Lorenzo, sia come giocatore che come ragazzo. Ho sempre detto che è il calciatore in cui mi rivedo di più, perché secondo me, ha quelle caratteristiche tecniche, che sono più vicine alle mie. È stato sfortunato, perché ha avuto qualche infortunio di troppo e anche in questo mi ci rivedo, però lui è il presente e il futuro della Roma”

La tua emozione più grande con la Roma

L’emozione più grande è sicuramente il gol al derby non ci sono dubbi. Poi ovviamente ci sono state tante altre situazioni, ma quella è la più eclatante e che ricordo sempre con immenso piacere, sotto la Sud.